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TRAPIANTO DI FEGATO DA DONATORI CON ETA' MAGGIORE DI 80 ANNI

I riusltati di uno studio multicentrico realizzato dal novembre 1998 al gennaio 2003 e pubblicato dall'American Journal of Transplantation.

26/07/2004
I donatori con età avanzata sono una crescente parte del pool totale dei donatori, ma ad oggi non esiste ancora un consenso definitivo sul limite di età per la loro accettazione. In uno studio multicentrico retrospettivo caso-controllo, pubblicato sull'ultimo numero dell'American Journal of Transplantation ed effettuato dal novembre 1998 al gennaio 2003, è stato confrontato l'esito di 30 trapianti ortotopici di fegato con donatori ottuagenari con quello di 60 trapianti cronologicamente correlati effettuati con donatori di età inferiore ai 40 anni. I risultati dello studio hanno mostrato chiaramente che fegati di donatori ottuagenari possono essere utilizzati in modo sicuro per il trapianto: sia la percentuale di complicanze post-operatorie sia la sopravvivenza dell'organo e del paziente, infatti, sono simili a quelle osservate nei donatori più giovani. Nessuna significativa differenza è stata inoltre identificata nei due gruppi in riferimento a trombosi dell'arteria epatica, disfunzioni primarie del graft (incluse non funzionalità primaria, PNF, e scarsa funzionalità iniziale, IPF), stenosi biliare non ischemica ed episodi di rigetto acuto. I buoni risultati ottenuti dall'uso di donatori ottuagenari può risiedere nell'uso di un'attenta policy di selezione dei donatori come mostra la percentuale di scarto molto più alta negli anziani rispetto ai giovani (48,2 vs 14,3%; p < 0,001). Il secondo fattore di successo è da identificarsi con un tempo di conservazione più breve: l'unico parametro che ha fornito una significativa differenza tra i due gruppi è stato infatti il tempo di ischemia fredda. Wall et al. (1990) riferiscono di buoni risultati clinici con un tempo medio di conservazione che va dalle 4 alle 6 ore. Lo studio, inoltre, conferma ed estende le osservazioni di Romero et al. (1999) che hanno introdotto la possibilità di utilizzare questo tipo di donatori con uno studio su quattro pazienti. La sopravvivenza a lungo termine dei pazienti si è mostrata significativamente inferiore nei pazienti trapiantati con organi di donatori ottuagenari: l'analisi delle cause della morte sembrano però ricondurre tale esito alla tendenza ad allocare gli organi marginali in riceventi ad alto rischio di neoplasie. Interessante è inoltre osservare come la cirrosi dovuta a ricorrenza di epatite C sia stata la più frequente causa di decesso nei pazienti che hanno ricevuto organi da donatori più anziani. Tale risultato sembra coincidere con la minore sopravvivenza a lungo termine dei pazienti HCV-positivi trapiantati con organi di ottuagenari e suggerisce che riceventi con epatite C non dovrebbero ricevere graft da donatori troppo anziani. In conclusione, lo studio ha mostrato come oggi si tenda ad utilizzare organi di donatori anziani su "riceventi marginali" e come si dovrebbe, al contrario, utilizzare una policy di selezione meno restrittiva. (Fatti e cifre n. 59)
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