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TRAPIANTO DI FEGATO PER I SIEROPOSITIVI - IL PROF. AIUTI: NORME DA RIVEDERE

Bocciate dal Prof. Aiuti le procedure per il trapianto di fegato nei sieropositivi. L'Associazone nazionale per la lotta contro l'Aids, pronta a fare battaglia se il documento non verrà modificato.

15/04/2002
Il prossimo 30 Aprile tornerà in Commissione Aids la normativa sui trapianti di fegato in persone sieropositive per Hiv. Lo ha annunciato il Prof. Fernando Aiuti, presidente dell'ANLAIDS, secondo il quale il documento "contiene molte imprecisioni e discriminazioni nei confronti dei sieropositivi rispetto a malati di altre patologie". Il documento, sostiene il prof. Aiuti, non è stato sottoposto a una corretta discussione scientifica, come confermato anche dal Ministro della salute. In particolare, secondo Aiuti, la normativa non si deve limitare al fegato, ma deve essere estesa agli altri organi come rene e cuore, che sono spesso danneggiati in pazienti con questa patologia. Inoltre i criteri di inclusione ai trapianti di fegato fissati dalla Commissione sono troppo restrittivi per i malati di infezione da Hiv e, se applicati, finirebbero per escludere la maggior parte dei possibili candidati. Oggi, continua Aiuti, grazie alle terapie antiretrovirali la vita media dei sieropositivi e dei malati di Aids si è allungata di molti anni e spesso i decessi di giovani malati non sono dovuti all'Aids ma ad altre malattie associate che possono essere corrette anche con i trapianti di organi. "Chiedo, conclude il prof. Aiuti, una lista di attesa unica per tutti i candidati indipendentemente dalla patologia di base e ritengo che la disponibilità data finora ai sieropositivi da due Centri in tutta Italia sia troppo scarsa per le richieste sempre più numerose di questi pazienti". (vipas)
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