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TRAPIANTO DI FEGATO SENZA TRASFUSIONE

L'intervento eseguito al Policlinico di Roma su una testimone di Geova

15/01/2003
Ha 57 anni la paziente, appartenente ai Testimoni di Geova, che per la prima volta in Italia ha subito un trapianto di fegato da vivente senza trasfusioni di sangue. L'intervento e' stato realizzato nel mese di dicembre al policlinico Umberto I di Roma, da due equipe della II clinica chirurgica, diretta dal professor Pasquale Berloco. E' durato 8-9 ore e si e' svolto con il metodo del recupero intra-operatorio di sangue della paziente stessa. "Il motivo del ritardo nella divulgazione della notizia è la modestia", spiega la direttrice sanitaria del policlinico. Ma si è voluto avere anche la certezza sulla buona riuscita dell'intervento. A un mese e mezzo di distanza la donatrice è stata dimessa e la ricevente dovrebbe fra non molto essere dimessa. A garantire che il trapianto si svolgesse senza trasfusioni di sangue, pratica non ammessa dai Testimoni di Geova, e' stato un membro della comunita' religiosa (un medico) presente in camera operatoria anche se ''dalla paziente - ha spiegato Berloco - avevamo ottenuto il benestare che in caso di rischio di vita avremmo provveduto a trasfusioni di sangue''. La donatrice e' stata la figlia, di 26 anni, il cui fegato e' stato giudicato compatibile dopo che entrambi i figli della paziente avevano espresso la disponibilita' a donare un pezzo di fegato. ''La paziente - ha spiegato Berloco - era da tempo in lista di attesa per ricevere un trapianto da cadavere ,ma l'organo non era disponibile. I figli hanno dato la disponibilita' al prelievo e cosi' dopo test di compatibilita' ed uno studio di valutazione psicologica abbiamo scelto la figlia. A quanto mi risulta e' il primo trapianto di fegato senza trasfusione mentre la tecnica e' collaudata per il trapianto di reni: all'Umberto I ne abbiamo gia' eseguiti 16 su testimoni di Geova. Merito degli investimenti effettuati in questi anni''.
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