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TRAPIANTO DI MIDOLLO OSSEO: IL DONATORE INCOMPATIBILE NON E' PIU' UN OSTACOLO

L'esperienza del Centro trapianti dell'Istituto di Ematologia dell'Università di Perugia e dell'Istituto Israeliano "Weizmann".

21/12/2002
Dopo 20 anni di studi e ricerche, il trapianto di midollo osseo tra soggetti incompatibili per guarire malattie maligne del sangue, come le leucemie, è ormai una realtà clinica. Il merito va al lavoro congiunto del Centro trapianti dell' istituto di ematologia dell' università di Perugia, diretto dal professor Fabio Massimo Martelli, e dell' istituto israeliano "Weizmann". In 145 pazienti trapiantati a Perugia per leucemia acuta ad alto rischio a partire dal marzo 1983, l' attecchimento delle cellule emopoietiche incompatibili è stato di circa il 100 per cento, prevenendo anche la GvHd, o malattia del trapianto contro il ricevente. Questi dati sono stati forniti nel corso del convegno internazionale che si è tenuto a Perugia, organizzato dai centri di ricerca umbro ed israeliano e dall' associazione "Daniele Chianelli", da sempre impegnata nella raccolta di fondi per la ricerca nel settore delle malattie leucemiche e dei tumori pediatrici. I risultati in termini di guarigione variano a seconda della malattia e della fase della malattia al momento del trapianto. Per i pazienti in fase terminale la percentuale di guarigione non supera il 10 per cento, mentre per quelli trapiantati in fasi più precoci si arriva al 60 per cento. La probabilità si innalza al 70 per cento quando pazienti con leucemia acuta mieloide vengono trapiantati da donatori incompatibili capaci di esercitare una particolare attività immunologica, compresa quella antileucemica, definita "natural killer". A Perugia arrivano non solo pazienti da tutt' Italia e dall' estero, ma anche ricercatori interessati ad apprendere ed importare la tecnica del trapianto incompatibile.
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