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TRAPIANTO DI PANCREAS: PRESTO DA DONATORI VIVENTI

Se ne è parlato a Palermo nel corso di un convegno organizzato dal professor Camillo Ricordi.

05/04/2004
"Tra 3-4 anni si potrebbe arrivare al trapianto di pancreas da donatore vivente". Camillo Ricordi, direttore dell'Istituto per le ricerche sul diabete dell'università di Miami e presidente del Consiglio di amministrazione dell'Ismett (Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione) di Palermo, annuncia una nuova possibile sfida della medicina. Prelevando una piccola porzione della ghiandola produttrice di insulina (la sostanza la cui carenza causa il diabete) da un consanguineo (in modo da abbassare anche il rischio rigetto) e facendola "crescere" di due-tre volte, usando gli stessi fattori di crescita individuati nel fegato (che si riproduce naturalmente quando serve), si potrebbe sia risolvere il diabete sia il problema della carenza di donatori. Oggi il trapianto da vivente è possibile per i reni e il fegato, che appunto "ricresce". Nel frattempo si lavora alla "Cell Factory", la fabbrica in cui è possibile isolare, conservare e distribuire a tutti i centri che le richiedono cellule di ogni organo. Per ora quelle delle isole pancreatiche che producono insulina, prelevate da cadavere, purificate e moltiplicate per poi "infonderle" nel fegato del malato dove lavorano come nel pancreas. Funziona a Miami e ora l'Ismett la crea a Palermo, per l'area dei Paesi mediterranei. La stessa strada è in sperimentazione al San Raffaele di Milano. E non ci si limita al diabete. La chiave è quella della "medicina rigenerativa" che potrebbe annullare del tutto i trapianti. Camillo Ricordi ne è convinto e a Palermo ha riunito i massimi esperti in materia per confrontarsi. (m.p.)
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