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TRAPIANTO DI RENE DA DONATORE INCOMPATIBILE

A Parma e' stato eseguito il primo trapianto di rene in Italia da donatore vivente incompatibile per gruppo sanguigno.

25/08/2008
Nuovo record nel campo dei trapianti: a Parma e' stato eseguito il primo trapianto di rene in Italia da donatore vivente incompatibile per gruppo sanguigno. La donatrice, di gruppo sanguigno A1, e' la moglie del trapiantato, che ha invece gruppo sanguigno zero: si tratta del primo trapianto di rene AB0 incompatibile da donatore vivente. Eseguito nelle scorse settimane, la notizia e'stata diffusa solo oggi. Il paziente, che e' in buone condizioni, e' stato seguito all'ospedale Maggiore di Parma da Umberto Maggiore, responsabile del reparto degenze del Centro Trapianti di Nefrologia e da Carlo Buzio, direttore di Nefrologia dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. A fianco di Maggiore e Buzio, i chirurghi Maria Patrizia Mazzoni, Enzo Capocasale e Raffaele Dalla Valle. Fondamentale per il trattamento desensibilizzante e' stata inoltre la collaborazione con Maria Sassi (Immunoematologia e trasfusionale), e Paola Zanelli (Genetica medica). Si tratta di un intervento che viene per lo piu' eseguito in paesi quali il Giappone, gli Stati Uniti ed in Svezia e che fornisce una nuova opportunita' per il trapianto di rene da donatore vivente. Cio' risulta particolarmente rilevante a causa della ridotta disponibilita' di donatori cadavere. I tempi di attesa per il trapianto da cadavere si sono infatti in Italia progressivamente allungati sino a superare i tre anni di media. In Italia i trapianti di rene da vivente sono meno del 5% del totale: l'utilizzo di donatori AB0 incompatibili potrebbe aumentare di almeno il 20-30% le opportunita' di identificare un potenziale donatore vivente. La legislazione italiana regola i trapianti di rene da vivente in modo rigoroso. Per effettuare un trapianto di rene AB0 incompatibile e' necessario instaurare sul ricevente un trattamento desensibilizzante, che ha inizio circa un mese prima del trapianto. Il trattamento prevede la rimozione di anticorpi dal sangue tramite una procedura detta aferesi e l'inibizione della produzione di anticorpi contro il gruppo sanguigno estraneo. A Parma si e' adottato un protocollo che ricalca quello utilizzato in Svezia, e che fa ricorso ad una particolare tecnica di aferesi che prevede la rimozione selettiva degli anticorpi contro il gruppo sanguigno estraneo e la somministrazione di farmaci immunosoppressori che inibiscono la produzione degli anticorpi. Il fatto che il donatore fosse di gruppo sanguigno A1 e - spiegano i medici - che l'iniziale titolo degli anticorpi del ricevente fosse elevato sono due fattori che hanno caratterizzato l'intervento eseguito ed hanno reso piu' impegnativa la terapia desensibilizzante. Dal punto di vista chirurgico, l'intervento risulta identico ai normali trapianti di rene. Il decorso del paziente trapiantato e' attualmente regolare e sovrapponibile a quello di un normale trapianto ABO-compatibile. AGI Salute
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