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Trapianto di rene su donna a cui sono stati rimossi gli anticorpi.

L’intervento presso l’ospedale Molinette di Torino.

29/03/2012
Per la prima volta in Italia è stato effettuato presso l’ospedale Molinette di Torino un trapianto di rene da donatore cadavere su un paziente, in cui sono stati rimossi gli anticorpi anti-tessuto. La ricevente è una donna piemontese di 59 anni in dialisi presso il centro di Chieri (TO) da più di 10 anni ed in attesa di trapianto da più di 9. Il rene trapiantato proveniva da una donatrice di 58 anni di sesso femminile, deceduta per emorragia cerebrale in un ospedale dell’Emilia Romagna. La particolarità di questo trapianto risiede nel fatto che la ricevente presentava (come circa il 10% dei pazienti in attesa di trapianto) una condizione immunologica particolarmente sfavorente, dovuta al fatto che il suo organismo aveva prodotto anticorpi anti-tessuto che rendevano la stragrande maggioranza dei possibili donatori non idonei. Un po’ come, se si utilizza come paragone la trasfusione del sangue, aver prodotto anticorpi contro la maggior parte dei gruppi sanguigni che rende quasi impossibile trovare il giusto abbinamento con le sacche di sangue disponibili. Questo comporta un allungamento del periodo di attesa alla ricerca del donatore giusto. Tra coloro che aspettano il trapianto da lungo tempo, ci si accorge infatti che quasi tutti presentano questa condizione immunologica sfavorente. Questa paziente presentava però condizioni cliniche che non permettevano più di attendere ulteriormente. Per superare questo problema, è stato avviato -alla fine del 2011- presso il Centro Trapianti di Rene di Torino, un programma di “desensibilizzazione”, vale a dire di rimozione degli anticorpi dal circolo sanguigno, in modo da non ostacolare la possibilità di trapianto. Poiché questa rimozione ha un’efficacia solo temporanea, era fondamentale recuperare il donatore idoneo solo in una stretta finestra temporale. Per superare quest’ultimo problema, una volta raggiunto l’obiettivo di rimozione degli anticorpi, si è coinvolta tutta la rete nazionale: i dati della candidata dai primi giorni di marzo sono stati inseriti in un apposito programma che cercava per lei l’abbinamento giusto con tutti i potenziali donatori italiani. La sera del 27 marzo si rendeva disponibile il donatore con le giuste caratteristiche e le prove crociate di compatibilità, eseguite presso il Centro Regionale Trapianti (diretto dal professor Antonio Amoroso) hanno confermato l’idoneità immunologica con questo donatore. É pure una conferma di come il programma dei trapianti si poggia su una rete nazionale ben consolidata ed organizzata, capace di rispondere velocemente alle necessità della popolazione con responsabilità e professionalità.
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