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TRAPIANTO DI RENE:UNA PRIORITA' PER LA NEFROLOGIA ITALIANA

E' quanto prevede il Quarto progetto 2005-2006 della SIN “Formazione del nefrologo per un migliore follow-up del paziente trapiantato”. ,

22/09/2005
Ci sono ben 17.000 persone sottoposte a trapianto di rene (cioè più di 2.000 l’anno) e altre 6.000 ancora in attesa di ricevere un rene nuovo. Dal momento preciso in cui uno dei 50.000 pazienti nefropatici italiani (di cui più di 34.000 in dialisi), viene riconosciuto idoneo a ricevere un rene nuovo, le strutture specialistiche della Nefrologia dovranno occuparsi di lui per lunghi anni, anche dopo che il trapianto è riuscito. Tutti questi pazienti, ciascuno con i suoi particolari problemi, rappresentano una sfida cruciale che la Nefrologia italiana, per mano della Società Italiana di Nefrologia (SIN), è decisa a vincere. Uno degli strumenti per riuscirci è il continuo perfezionamento della formazione scientifica e organizzativa, ottenuto grazie a un Progetto di Educazione Medica Continua (ECM) nazionale. “Il Quarto progetto 2005-2006 della SIN “Formazione del nefrologo per un migliore follow-up del paziente trapiantato”, realizzato in collaborazione con il Centro Nazionale e i Centri Regionali Trapianti – spiega il professor Piergiorgio Messa, Direttore dell’UO di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale Maggiore-Policlinico di Milano - nasce dalla necessità di far circolare il più possibile la cultura del trapianto, che richiede l’integrazione di competenze molto diverse tra loro, dall’anestesista al medico legale, dal chirurgo all’immunologo. Ma è soprattutto il nefrologo a essere chiamato in causa, perché il trapiantato renale è un paziente che proviene da una lunga storia di malattia renale, seguita nella maggioranza dei casi dalla necessità di eseguire la dialisi e solo dopo un periodo spesso lungo di permanenza in tale condizione approda al trapianto”. A complicare le cose, i numeri legati al trapianto di rene sono in continuo aumento: cresce infatti sempre più il numero di persone affette da malattie renali croniche proporzionalmente cresce anche il numero dei pazienti che entrano in lista d’attesa; aumenta anche il numero dei nuovi trapianti, sebbene non nella misura auspicata, e infine è fortunatamente in incremento la sopravvivenza di tali pazienti. Tutto ciò comporta un carico crescente di lavoro organizzativo, clinico e conoscitivo per i nefrologi, così che il trapianto rappresenta ormai una priorità per la Nefrologia italiana. È intenzione della SIN non farsi tovare imprerata rispetto alle esigenze dei pazienti su tutto il territorio nazionale. Fonte: Società Italiana Nefrologia
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