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TRAPIANTO DI RENI: GLI ORGANI DEGLI ANZIANI VANNO BENE

Una ricerca italiana dà l'ok al prelievo di reni anche da donatori ultrasessantenni. Aumenta del 30% la disponibilità di organi.

26/01/2006
Un passo in avanti importante e' stato fatto in Italia verso la possibilita' di utilizzare al meglio gli organi da donatori anziani. I risultati, pubblicati sul New England Journal of Medicine e relativi al trapianto di rene, aprono la strada alla possibilita' di ottenere, utilizzando gli organi da donatori anziani, risultati in termini di sopravvivenza e qualita' della vita perfettamente confrontabili a quelli che si ottengono con donatori giovani. La tecnica, che permette di selezionare i reni in condizioni migliori, e' stata messa a punto dal gruppo di Giuseppe Remuzzi, dell'Istituto Mario Negri e direttore del dipartimento Trapianti dell'ospedale di Bergamo, in collaborazione con il Nord Italia Transplant e i Centri Trapianto di Bergamo, Genova e Padova. Una ricerca definita ''rivoluzionaria'' dal direttore dell'Istituto Mario Negri, Silvio Garattini. ''I risultati - ha aggiunto - sono stati molto buoni, molto superiori a quelli di qualunque altro programma che preveda l'impiego di donatori anziani''. Lo studio e' partito dalla constatazione che diventano sempre piu' numerosi i donatori over 60, ma che i loro organi non sempre sono in condizioni tali da poter garantire a chi li riceve una sopravvivenza paragonabile a quella che puo' garantire il trapianto da un donatore giovane. Per utilizzare questi organi in modo ottimale i ricercatori hanno messo a punto una tecnica che prevede il prelievo di pochi milligrammi di tessuto dall'organo da trapiantare e l'analisi al microscopio. ''Dall'osservazione ci rendiamo conto se il tessuto renale e' normale e ben conservato oppure se il rene e' compromesso'', ha detto Remuzzi. Se l'intero tessuto e' in buone condizioni e' sufficiente trapiantare un solo rene, mentre se e' solo parzialmente ben conservato si trapiantano entrambi i reni: ''due reni non perfetti svolgono perfettamente il lavoro di un rene sano'', ha osservato. E' un'operazione che richiede almeno 8 ore, un tempo compatibile considerando che il rene si conserva meglio rispetto ad altri organi e che quindi e' possibile attendere fino a 20 ore. Puo' accadere, comunque, che l'analisi al microscopio riveli lesioni gravi: ''questi reni - ha osservato Remuzzi - non vanno trapiantati perche', una volta fatto il trapianto, saprebbero funzionare solo per pochi mesi''. Lo studio e' stato eseguito su 62 pazienti che avevano ricevuto, da donatori con piu' di 60 anni, uno o due reni valutati istologicamente prima del trapianto. L'andamento di questi pazienti e' stato confrontato con quello di 248 pazienti che avevano ricevuto trapianti singoli di reni che non erano stati valutati istologicamente (di questi, 124 avevano ricevuto un rene da donatori con meno di 60 anni e gli altri 124 da donatori con piu' di 60 anni). Dopo un'osservazione di tre anni, ha osservato Remuzzi,''la sopravvivenza dei reni valutati istologicamente non era significativamente diversa da quella dei reni dei controlli positivi'', ossia i pazienti che avevano ricevuto l'organo da donatori con meno di 60 anni. (vipas)
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