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TRAPIANTO DI SPALLA: A BOLOGNA IL PRIMO AL MONDO

L' annuncio al 92° Congresso della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia. L'intervento fra sei mesi.

13/11/2007
Clamoroso annuncio al 92° Congresso della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia: fra sei mesi a “Rizzoli” di Bologna, per la prima volta al mondo, il trapianto totale di spalla. L’articolazione sarà prelevata da un donatore cadavere e impiantata su una persona con meno di cinquant’anni. Al momento si sta lavorando alla messa a punto dello ‘strumentario’. “Fra sei mesi al “Rizzoli” il trapianto totale della spalla con la tecnica del ‘trapianto fresco’, cioè l’utilizzo di tutta l’articolazione prelevata da un donatore cadavere. E’ un intervento mai eseguito prima nel mondo. Il trapianto sarà compiuto su una persona sotto i cinquant’anni- ha affermato il prof. Sandro Giannini, Docente di Ortopedia all’Università di Bologna e Direttore della Clinica Ortopedia presso gli Istituti Ortopedici del “Rizzoli”- Stiamo preparando al “Rizzoli” lo ‘strumentario’ che serve per eseguire, con la massima precisione, la resezione della parte di articolazione sia del donatore che del ricevente. In pratica, il primo passo è individuare il paziente idoneo per il trapianto: prevalentemente dovrebbe essere una persona sotto i cinquant’anni, con articolazione della spalla danneggiata da un’artrosi primitiva o secondaria ad altre cause come può essere un trauma. Una volta individuato il paziente, si attende dalla Banca dell’osso e dei tessuti la possibilità di poter fare il prelievo dell’articolazione da un donatore cadavere. Quando il donatore sarà disponibile verranno prelevate ‘’fette’ di osso e di cartilagine dello spessore non superiore ad un centimetro. Una ‘’fetta’ da una parte dell’articolazione ed una seconda dall’altra. Si preleva anche la cartilagine che può rimanere, con questa tecnica del ‘ trapianto fresco’, vitale. Dal momento del prelievo dell’articolazione a quello del trapianto trascorrono dieci giorni durante i quali si svolgono gli accertamenti per essere sicuri che non ci siano inquinamenti batterici o virali nelle parti prelevate”. Il trapianto è una realtà di oggi. Il prof. Giannini è un pioniere in questo campo. E’ l’unico al mondo ad aver compiuto il trapianto totale del ginocchio: cinque i casi trattati. E’ l’unico al mondo per il trapianto dell’alluce: quattro gli interventi fino ad ora compiuti. Ed infine, può vantare la più ampia casistica di trapianti di caviglia, 36 casi, ed è l’unico chirurgo a compiere questo tipo di intervento in Europa. Al “Rizzoli” si guarda anche al domani che, in parte, è già arrivato. Si tratta dell’ingegneria tissutale. Si prelevano cellule dal paziente che, insieme a materiale sintetico bio-compatibile danno vita in laboratorio ad un’articolazione non meccanica come una protesi attuale ma biologica come un trapianto. Questa articolazione totale nata dalle cellule del paziente prelevate dal midollo osseo per quanto riguarda le cellule mesenchimali. Altre cellule contenenti fattori di crescita vengono invece prelevate dal sangue del paziente sotto forma di aggregati piastrinici. Queste cellule vengono inserite nelle matrici tissutali a forma di protesi articolari ed impiantate nel paziente. E’ un domani che, in parte, è già arrivato perché con l’ingegneria tissutale si effettuano già interventi, al momento parziali, di articolazioni. E’ una metodica già messa a punto e attuata al “Rizzoli”. (vipas)
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