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TRAPIANTO RENALE: APPROVATE LE LINEE GUIDA

La conferenza Stato - Regioni ha approvato le regole per la gestione delle liste d'attesa, l'assegnazione del trapianto di rene da donatore cadavere e da donatore vivente.

10/02/2002
La conferenza Stato-Regioni, nella riunione del 31 gennaio, ha approvato le "Linee guida per il trapianto di rene da donatore cadavere e da donatore vivente". Il documento è stato preparato nei mesi scorsi dal Centro nazionale trapianti, con l'obiettivo di garantire il rispetto dei principi di sicurezza, qualità, trasparenza ed equità nei trapianti. Ogni regione è responsabile per l'attuazione e il supporto di politiche sanitarie che consentano di incrementare il reperimento di organi a favore dei propri cittadini in attesa di trapianto. Gli organi prelevati in ciascuna regione e aggregazione interregionale vengono prioritariamente offerti a pazienti iscritti nelle liste di attesa dell'area servita. Ogni paziente può iscriversi nelle lista di attesa di un centro trapianti della regione di residenza e di un altro centro trapianti del territorio nazionale di sua libera scelta. Nel caso la regione di residenza effettua un numero di donazioni inferiori a 5 donatori per milione di abitanti il paziente può iscriversi in un'ulteriore lista fuori dell'area di residenza, raggiungendo il tetto massimo di tre iscrizioni complessive. Ogni centro trapianti fornisce al paziente una carta dei servizi. I pazienti più difficilmente trapiantabili vengono inclusi in protocolli selezionati concordati tra il Centro nazionale trapianti e i Centri regionali di riferimento. Il Centro nazionale trapianti verifica l'attuazione delle linee guida, comunica l'esito agli interessati che ne facciano richiesta motivata e accetta le eventuali proposte di correzione, presentate anche da Associazioni che tutelano i pazienti. Per quanto riguarda il trapianto di rene da donatore vivente, il documento prevede che deve avvenire nei centri autorizzati dal Ministero della salute e che abbia carattere aggiuntivo e non sostitutivo rispetto a quello da cadavere. Sul donatore sono previsti accertamenti clinici. Una parte terza, indipendente dal chirurgo trapiantatore e dal nefrologo, accerta le motivazioni della donazione, la conoscenza di potenziali fattori di rischio, l'esistenza di un legame affettivo con il ricevente e la reale disponibilità di un consenso libero e informato. La donazione non dà luogo a compensi né diretti né indiretti, né a benefici di qualsiasi natura. Inoltre il consenso può venire ritirato in qualsiasi momento prima del trapianto. (vipas)
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