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TUNISINO CON UN RENE NUOVO GRAZIE AGLI STUDENTI NAPOLETANI

Gli studenti napoletanti, aderenti alla Confederazione nazionale degli studenti, "adottano" un tunisino di 50 anni in lista di attesa per un trapianto di rene.

26/08/2002
Un tunisino di 50 anni, bracciante agricolo ad Acerra, un paese della provincia di Caserta, ha avuto un trapianto di rene al Policlinico "Le Scotte" di Siena, grazie alla mobilitazione degli studenti di Napoli che lo hanno "adottato" e sostenuto economicamente. Gennaro Fatigati, studente di Medicina e Presidente del Comitato studentesco della II Università degli Studi di Napoli per la Confederazione degli Studenti racconta: "Due anni fa conobbi A. ad Acerra. Stava poco bene e lo feci immediatamente visitare da uno specialista. Gli fu riscontrata una disfunzione renale e fu messo a fare la dialisi. Noi studenti, messi al corrente della situazione, decidemmo di autotassarci per consentire ad A. di recarsi in diversi ospedali italiani ad eseguire gli esami necessari per essere inserito in lista di attesa per il trapianto di rene. Finalmente 24 giorni fa e dopo un'attesa di quasi due anni, i medici del Policlinico "Le Scotte" (che gli hanno messo a disposizione gratuitamente il viaggio aereo per raggiungere Siena) hanno operato A. con successo ". " Sono orgoglioso di quanto abbiamo compiuto - afferma Francesco Borrelli, Presidente Nazionale della Confederazione degli Studenti- anche perché rappresenta la risposta più forte e concreta a chi vorrebbe privatizzare la sanità . Infatti, non si deve pagare il diritto a vivere. In Italia abbiamo "medici di frontiera" che lavorano bene e sono protagonisti in positivo della vita sociale. E' necessario sottolineare - continua Borrelli - che non esistono solo sanitari che girano il mondo per acquistare organi. E' grave anche che alcuni medici sconsigliano di effettuare trapianti a causa delle lungaggini burocratiche". "Come medico sono molto soddisfatto" - dichiara Tommaso Pellegrino, presidente della Lega degli Specializzandi e che seguirà personalmente A. nel periodo post-operatorio, in collaborazione con i medici toscani. " La sanità pubblica, come possiamo vedere da questo episodio, funziona molto spesso bene e gratuitamente, soprattutto per i più deboli e disagiati. Bisogna combattere il business dei trapianti che trasforma la vita umana in mera merce di scambio".
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