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Umberto Veronesi: “Donare gli organi: un grande atto di amore”.

“Il mio consiglio è di usare l’iscrizione all’A.I.D.O. come metodo facile e diretto: scaricando il modulo dal sito compilandolo e inviandolo si viene iscritti nel Registro Nazionale”.

11/07/2012
Settimanale” Oggi”, 11 luglio 2012 Rubrica: “La nostra salute” di Umberto Veronesi “Un trapianto di fegato ha salvato mio padre. Un evento che mi ha profondamente colpito e che in questo periodo mi sta spingendo a riflettere: vorrei manifestare la mia volontà di donazione. Come posso fare?” Federico S. , Trieste Quando fui ministro della Salute il tema della donazione di organi mi è stato molto a cuore e per sensibilizzare l’opinione pubblica a quello che ritengo un gesto di solidarietà sociale lo definii un «un atto d’amore». Pensare che dopo la nostra morte qualcuno può vivere con un organo prelevato dal nostro corpo significa dare un ultimo senso alla nostra esistenza. Di più: considero che una diffusa sensibilità per questo gesto costituisca un «indicatore» importante del grado di sviluppo sociale di un Paese. Fino a una quindicina d’anni fa eravamo segnalati tra gli ultimi posti nella graduatoria europea. Ma le campagne di sensibilizzazione e l’organizzazione del Centro nazionale trapianti (diretto con straordinaria passione da Nanni Costa) hanno fatto compiere un prodigioso balzo in avanti e oggi siamo nei primissimi posti con una media di 23 donatori per milione di abitanti, dai 13 di pochi anni or sono. Bastano? No, purtroppo, perché il numero degli organi necessari è quasi sempre insufficiente a coprire le liste d’attesa in tempi rapidi, per cui la mortalità fra i malati può essere elevata. E allora fa molto bene il ministro della Salute ad avviare una nuova grande campagna, presentata recentemente in collaborazione con Pubblicità Progresso, e che ha scelto uno slogan altrettanto efficace: «Tu puoi donare la vita». Come manifestare la propria volontà di essere un donatore d’organi? Purtroppo abbiamo una legge improntata a buoni principi generali, che sono necessari per garantire i diritti di tutti, ma che inevitabilmente smorzano quella luce di vita che dovrebbe accompagnare la decisione di donare. Mi esimo dall’entrare nel lungo dibattito sul cosiddetto silenzio-assenso, cioè sulla legittimità morale di considerare donatore chi in vita non ha espresso per iscritto il diniego alla donazione. In Spagna è così, ma in Italia la legge in vigore dal 1999 prevede ancora che i familiari possano opporsi al prelievo degli organi. Il mio consiglio è di usare l’iscrizione all’A.I.D.O. (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule) come metodo facile e diretto: scaricando il modulo dal sito (www.aido.it), compilandolo e inviandolo si viene iscritti nel Registro Nazionale. Settimanale” Oggi”, 11 luglio 2012 Rubrica: “La nostra salute” di Umberto Veronesi
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