indietro

UN DOPPIO TRAPIANTO DI FEGATO SALVA DONNA CON EPATITE B

Prima il fegato artificiale e poi due trapianti di fegato nel giro di 72 ore salvano la vita ad una donna di 61 anni entrata in coma in seguito ad una epatite fulminante.

28/07/2002
Una donna di Lucca, colpita da epatite fulminante, causata dal virus dell' epatite B è stata salvata da due trapianti difegato. A.M.P. di 61 anni, era stata ricoverata alcuni giorni fa ma le sue condizioni continuavano a peggiorare, nonostante le terapie somministrate. Entrata in coma, i medici di Lucca si sono rivolti ai centri trapianto per trasferire la paziente e valutare l' ipotesi di ricorrere alla sostituzione del fegato per salvarle la vita. Non trovando disponibilita' di posti letto nei centri del nord, i medici toscani si sono messi in contatto con gli epatologi dell' Ismett. Data la gravita' della situazione la paziente e' stata in poche ore trasferita a Palermo con un aereo messo a disposizione dall' aeronautica militare e, ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell' Ismett, e' stata sottoposta ad un primo trattamento con il fegato artificiale. Utilizzando una sofisticata apparecchiatura, chiamata Mars, si e' proceduto ad una sorta di purificazione delle tossine contenute nel sangue dell' ammalata e, per tentare di recuperare la funzionalita' del fegato danneggiato. Questa tecnica, anche quando non risolve in maniera definitiva il problema, puo' essere utile per mantenere in vita i pazienti durante le ore, o i giorni, che sono necessari nell' attesa di un organo compatibile da utilizzare per il trapianto. Intanto l' allarme per la ricerca di un fegato compatibile era scattato in tutt' Italia e in Europa La prima risposta e' arrivata da Bologna, dall' Ospedale Sant' Orsola, ed immediatamente i chirurghi dell' Ismett, Augusto Lauro e Davide Cintorino, sono partiti per il capoluogo emiliano per effettuare il prelievo. E' stato dunque eseguito un primo trapianto di fegato ma, gia' poche ore dopo l' operazione, i medici hanno constatato la cattiva funzionalita' dell' organo appena trapiantato e hanno deciso di ricorrere ad un nuovo intervento. Al nuovo appello ha risposto in questo caso Palermo, grazie alla donazione degli organi di un giovane trapanese, deceduto all' Ospedale Civico. Il secondo intervento, eseguito dall'equipe del prof. Ignazio Marino, e' stato risolutivo e ora la donna sta lentamente recuperando: ''La paziente e' tuttora ricoverata in terapia intensiva ma reagisce positivamente alle terapie'' assicura il direttore dell' Ismett. ''I casi di epatite fulminante sono particolarmente complessi - continua Marino - non solo dal punto di vista clinico e chirurgico ma soprattutto per gli aspetti organizzativi e per l' urgenza della situazione. In questo caso, non essendoci la disponibilita' da parte dei centri del nord, e' stato necessario organizzare il trasporto da una parte all' altra del paese e nello stesso tempo coordinare le attivita' per la ricerca di un organo. E' andato tutto bene e cio' significa che il 'sistema trapianti' in Italia funziona; esiste un coordinamento centrale efficiente e una rete che diventa sempre piu' solida''.
torna su