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UN FEGATO PER DUE

La rivista TRAPIANTI (vol. VI,1,2002) riporta l'esperienza del Prof. Bruno Gridelli e collaboratori, sull'evoluzione della tecnica chirurgica come fonte di più organi da cadavere per il trapianto di fegato.

13/03/2002
Il trapianto di fegato è una procedura che garantisce ormai risultati eccellenti in termini di sopravvivenza e di qualità di vita dei riceventi. Resta il problema del reperimento di un numero di organi proporzionato alle richieste sempre più numerose. In Italia esiste la necessità di 100 trapianti pediatrici di fegato ogni anno. Per gli adulti, un recente studio condotto in Toscana ipotizza la necessità tra i 2.750 e 4.400. Nel corso degli ultimi anni l'evoluzione delle tecniche chirurgiche ha contribuito ad affrontare questo problema. L'esempio più importante è la tecnica che consente la divisione del fegato di un donatore in due porzioni (split liver), utilizzabili in un ricevente pediatrico e in uno adulto. Nel centro di trapianto di fegato degli Ospedali Riuniti di Bergamo , grazie all'utilizzo della tecnica dello split liver, è stato risolto il problema della mortalità in lista di attesa per i riceventi pediatrici. Dall'ottobre del 1997 alla fine del 2001 sono stati trapiantati oltre 130 bambini provenienti da tutta Italia e dall'estero. Il tempo d'attesa è stato di 24 giorni e senza nessuna mortalità. La sopravvivenza a tre anni dei pazienti e dei trapianti è stata rispettivamente dell'88% e dell'80%. Questi risultati hanno spinto gli operatori ad attivare un programma per adulti utilizzando la tecnica dello split liver. Dal 1999 sono stati trapiantati 40 pazienti, con ottimi risultati. La conclusione è che la tecnica dello split liver modificata per due adulti ha la grande potenzialità di poter estendere il pool di donatori anche per la popolazione adulta in lista di attesa per un trapianto. Il suo utilizzo dovrebbe essere dunque ulteriormente implementato. (vipas)
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