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UN NUOVO FARMACO ANTIRIGETTO

La sostanza, che va sotto la sigla FTY720, viene sperimentata anche in Italia.

02/10/2003
Un farmaco rivoluziona il trapianto e consente finalmente al trapiantato una qualità di vita senza il peso della tossicità provocata dalla terapia tradizionale. La sostanza, che va sotto la sigla FTY720, viene sperimentata anche in Italia. L'annuncio è stato dato al Congresso della Società Europea dei Trapianti, che si è tenuta a Venezia, dal prof. Barry Kahan, direttore della Divisione di Immunologia e Trapianti dell'Università del Texas. "Con l'annuncio di Kahan - ha affermato Ermanno Ancona, presidente del Congresso - si avvia il superamento dell'era della ciclosporina cui si deve la prima rivoluzione dei trapianti dagli anni Ottanta in poi, un farmaco prezioso ma causa di pesanti effetti collaterali per rene e fegato e di inestetismi mal sopportati in particolar modo dalle pazienti. Il farmaco presentato da Kahan dovrebbe ridurre grandemente questi effetti e aprire un'era dei trapianti caratterizzata da una migliore qualità di vita del trapiantato". Quando in un paziente viene trapiantato un organo, i linfociti partono all'attacco di quello che reputano un nemico e lo distruggono, da qui il rigetto. Il farmaco presentato da Kahan agisce sui linfociti. Il FTY720, iniettato al momento del trapianto, trae in inganno i linfociti che vengono costretti a non raggiungere il bersaglio e così "sbagliano strada" fino a tornare nella loro "casa". Il farmaco, quindi, permette all'organo di attecchire senza l'aggressione dei linfociti e alla terapia tradizionale di consolidare l'organo nuovo. Nello stesso tempo consente di dare al paziente dosi molto meno pesanti dei farmaci tradizionali e quindi di ridurre notevolmente la tossicità di queste sostanze. "Quindi - commenta Kahan - con FTY720 più qualità di vita e meno tossicità".
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