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UN PASSO AVANTI PER I TRAPIANTI DA ANIMALE A UOMO

Un gruppo di scienziati sono riusciti ad eliminare il gene che provoca il rigetto.

23/08/2002
Sembra più vicina la realizzazione di trapianti di organi dagli animali all'uomo. La Ppl Therapeutics, società che finanzia le ricerche del Roslin Institute di Edimburgo, ha fatto sapere che lo scorso 25 luglio sono nati quattro maialini completamente privi di entrambe le copie di un gene che negli esseri umani fa scattare il rigetto. I quattro maialini (in realtà erano cinque, ma uno è morto subito dopo la nascita) sono nati nei laboratori di Blacksburg in Virginia. Il "gene del rigetto" si chiama "alfa 1,3 galactosil transferase", anche noto con la sigla GT, e controlla la produzione di un enzima che va a combinarsi con uno zucchero presente sulla superficie delle cellule. In mancanza di questo zucchero gli anticorpi umani non attaccano l'organo estraneo. Già all'inizio dell'anno (vedi notizia n. 22 /06-01-2002)la Ppl Therapeutics e la Immerge Biotherapeutics - avevano annunciato di aver clonato dei maialini che spianavano la strada verso il trapianto di organi all'uomo: ma allora dagli animali era stata tolta solo una copia del gene anti-rigetto. Lo sviluppo odierno è che entrambe le copie sono state "spente". "È un passo avanti che ci porta più vicini alla soluzione di un problema mondiale, la carenza di organi e di cellule per trapianti", ha sottolineato il vice presidente della Ppl, David Ayares. Gli organi di maiale infatti sono considerati particolarmente adatti al trapianto sull'uomo per via della composizione genetica e delle dimensioni: se gli xenotrapianti diventassero una realtà contribuirebbero a risolvere un problema che affligge migliaia di persone. Il professor Donald Bruce, membro esterno della commissione sull'etica della Ppl, ha però sottolineato che nonostante l'annuncio di ieri le difficoltà da superare sono ancora tante: " Il rigetto dei tessuti e il rischio di trasmissione di virus rappresentano ancora enormi problemi tecnici", ha detto. Le organizzazioni per la difesa degli animali hanno criticato i nuovi esperimenti, definendoli "crudeli e ripugnanti". "Sappiamo che circa il 50% degli animali clonati muoiono subito dopo la nascita, spesso tra sofferenze enormi", ha detto Joyce D'Silva, della "Compassion in World Farming". Un "risultato importante" è stato il commento del Prof. Ignazio Marino, direttore dell'Ismett di Palermo e professore di chirurgia all'Università di Pittsburgh, il quale ha aggiunto:" che devono arrivare ancora altre risposte, che aiutino a capire se davvero è stato rimosso il rischio di rigetto immediato. Per questo si potrebbe provare a far circolare negli organi di questi maiali transeginici sangue umano e verificare che non c'è rigetto iperacuto. E poi si potrebbe provare un trapianto di organo in un primate non umano. Se da queste prove arrivassero risultati positivi allora davvero la nascita di questi maialini potrebbe essere significativa." Entusiasta anche il commento del direttore del laboratorio di Biologia dello sviluppo dell'università di Pavia, Carlo Alberto Redi, per il quale avere a disposizione maiali privi del gene del rigetto "apre davvero l'opportunità degli xenotrapianti". (vipas)
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