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UN TRAPIANTO DI CUORE PARTICOLARE

Cuore nuovo a neonato con diverso gruppo sanguigno

06/12/2006
Usando una tecnica che «confonde» il sistema immunologico, per la prima volta in Italia è stato effettuato a Padova il trapianto di cuore su un bimbo di tre mesi di un gruppo sanguigno incompatibile con quello del donatore, una neonata di appena 19 giorni. «Alcune ore prima dell'intervento — ha spiegato il professor Gino Gerosa, direttore della cardiochirurgia dell'azienda ospedaliera di Padova — abbiamo rimosso al paziente il sangue che è di gruppo «zero», e dopo aver separato i globuli rossi da plasma e piastrine, lo abbiamo reimmesso con gli stessi globuli rossi ma plasma e piastrine del gruppo sanguigno «A» del donatore». Il procedimento, conosciuto come «plasmaferesi», consente di abbattere la barriera immunologica evitando il rigetto iperacuto dell'organo trapiantato, ed è stato effettuato tre volte sul piccolo paziente, anche in corso dell'intervento. «A tutt'oggi — ha proseguito il prof. Gerosa — a circa una settimana dall'intervento, il piccolo non ha prodotto anticorpi, è stubato, si alimenta regolarmente», ed è sottoposto ad un monitoraggio immunologico costante. Se entro un paio d'anni non sopraggiungeranno complicazioni, ha aggiunto il cardiochirurgo, il paziente rientrerà nel sistema normale di trapiantato. Il bambino, ha detto la dottoressa Ornella Milanesi, coordinatrice pediatrica, era stato trasferito all'inizio dello scorso ottobre, a circa due mesi di vita, dall'ospedale «Gaslini» di Genova a quello di Padova con una diagnosi di tumore cardiaco. «Le sue condizioni erano estremamente critiche perchè la massa tumorale, che occupava il ventricolo sinistro, era di notevoli dimensioni e non consentiva un intervento di tipo conservativo». (vipas)
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