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Un trapianto di faccia senza precedenti.

Eseguita un’operazione con la più grossa quantità di tessuto facciale mai trapiantata.

23/11/2015
Era un uomo senza volto: i suoi lineamenti erano stati cancellati dal fuoco, ma ora può tornare a sorridere grazie a un trapianto facciale senza precedenti. Un’ équipe del Langone Medical Center della New York University ha dato un nuovo volto a Patrick Hardison, 41 anni, un vigile del fuoco del Mississippi che era rimasto completamente sfigurato dopo essere intervenuto in un incendio nel 2001. Su di lui è stata eseguita un’operazione con la più grossa quantità di tessuto facciale mai trapiantata. Il donatore è stato un giovane di Brooklyn morto dopo un incidente in bicicletta. “Il più grande miglioramento è nel movimento delle palpebre e, ovviamente, nella rimozione delle cicatrici per la normale espressività del viso”, spiega il professor Eduardo Rodriguez che ha guidato l’équipe con più di cento persone che a Ferragosto, per 26 ore, hanno eseguito l’intervento. Hardison dovrebbe anche recuperare parte della vista compromessa dopo l’incendio. L’ex vigile del Tennessee aveva una il 50% di probabilità del 50% di sopravvivere al massiccio trapianto. Si trattava, infatti, di un trapianto audace, mai eseguito prima. Il cuoio capelluto, le orecchie, il naso, le palpebre e le labbra: tutto quello che aveva perso nell’incendio. Praticamente un nuovo volto. “Sarà necessario rimuovere il vecchio volto fino alle ossa nude”, aveva spiegato il chirurgo ad Hardison. Aggiungendo che “in caso di fallimento non ci sarebbe stata alcuna possibilità di salvezza”. Una procedura da tutto o niente. Ma Hardison voluto correre ugualmente il rischio. Al New York Magazine ha raccontato che l’incendio lo aveva lasciato così sfigurato che i bambini piccoli, alla sua vista, scappavano via urlando. Il volto di Hardison era stato letteralmente “sciolto” durante un incendio scoppiato in una casa a Senatobia, Mississippi, il 5 settembre 2001. Ricordando l’incidente, l’ex pompiere ha detto di essersi ustionato mentre stava soccorrendo una donna. Il soffitto gli era crollato intorno e la maschera che indossava per proteggerlo aveva cominciato a sciogliersi sul viso. La prima operazione che ha subito è stato un innesto al volto con tessuti prelevati dalle sue cosce. Aveva perso le orecchie, le labbra, la maggior parte del naso e praticamente tutto il tessuto delle palpebre. Per questa ragione, fino ad oggi l’ex pompiere aveva smesso di vedere bene. Negli anni seguenti, Hardison ha subito 71 operazioni (circa sette all’anno) per cercare di ricostruire la bocca, il naso e le palpebre con innesti di pelle. Il suo calvario lo aveva fatto finire in depressione. La forza di reagire è arrivata grazia ad un suo amico che ha scritto al dottor Rodriguez (il chirurgo che aveva effettuato un trapianto di faccia nel 2012 presso lo University of Maryland Medical Center di Baltimora). Il medico ha detto che avrebbe cercato di aiutare Hardison e, dall’agosto 2014, è stato messo in lista d’attesa preso il New York University Langone Medical Center. Aveva bisogno di un donatore che avesse lo stesso colore di pelle, di capelli, tipo di sangue e stessa struttura scheletrica. Il resto è storia recente ed ha avuto un lieto fine. Hardison ha già cominciato ad accennare un sorriso, il primo di molti perché rappresenta una speranza per tutte le persone sfigurate. (New York Magazine)
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