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UNA POLITICA EUROPEA PER LA DONAZIONE DI ORGANI

E’ quanto chiede in un editoriale la rivista Lancet alla Commissione Europea. Servirebbe ad abbattere le liste di attesa e anche a contrastare il commercio illegale di reni in alcuni paesi.

13/06/2007
Sono necessari interventi per una politica europea che aumenti drasticamente il numero di donazioni di organi. Il Lancet lancia un appello alla Commissione Europea perché intraprenda iniziative come quella proposta la scorsa settimana di una card europea dei donatori . La necessità di simili provvedimenti non nasce solo dall’enorme numero di pazienti in attesa di un trapianto, ma anche dal crescere del commercio illegale di organi.   In Europa la situazione delle donazioni di organi e dei trapianti è ancora notevolmente eterogenea a causa delle differenti legislazioni e della mancanza di standard comuni  sulla qualità e sicurezza dei trapianti. Un recente sondaggio realizzato dalla Commissione europea avrebbe mostrato che l’81 per cento degli europei è favorevole all’uso di una card dei donatori e che il 56 per cento è propenso a donare organi dopo la morte.   Il turismo legato al traffico di organi è una realtà con cui i paesi in via di sviluppo si trovano a dover fare i conti e se in Cina lo scorso mese sono state approvate misure molto severe contro la vendita di organi, nei villaggi poveri del Pakistan è oggi molto difficile incontrare qualcuno che abbia entrambi i reni. In Iran, invece, i donatori sono pagati e seguiti dopo l’intervento di espianto e questa vendita legale ha i suoi sostenitori anche in Europa. Molti invece ritengono questo commercio “moralmente ripugnante”, anche perché allarga enormemente il gap tra ricchi e poveri e perché alcune cose, si legge sul Lancet,  “sono troppo preziose per essere trattate alla stregua di merci”.   “Se le donazioni di organi, sia quelle da donatori vivi sia quelle da deceduti, non aumenteranno in maniera esponenziale fino a soddisfare la domanda, ci saranno sempre persone abbastanza disperate da fare qualunque cosa pur di ottenere un trapianto e nello stesso modo ci saranno altre persone altrettanto disperate, pronte a donare i propri organi”, chiarisce inequivocabilmente l’editoriale della rivista inglese.    Bibliografia. Legal and illegal organ donation. Lancet 2007; 369:1901-02.   caterina visco
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