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USA: JESICA NON CE L'HA FATTA

Le avevano trapiantato cuore e polmoni di un donatore non idoneo. Niente ha potuto una seconda operazione

23/02/2003
Jesica Santillan, l'adolescente messicana di 17 anni che dopo aver subito il trapianto sbagliato due settimane fa ed essere stata sottoposta a una nuova operazione giovedì scorso, non ce l'ha fatta. I medici del Duke University Medical Center di Durham, nella Nord Carolina, che avevano tentato di rimediare all'incredibile errore con un nuovo trapianto, avevano dovuto constatare, dopo una serie di esami, che il cervello di Jesica non mostrava più alcuna attività e che non c'erano speranze che potesse riprenderla. La ragazza, d'origine messicana, affetta da una malformazione che riduceva la capacità dei polmoni di immettere ossigeno in circolazione nel sangue, era stata operata la prima volta il 7 febbraio. Per un incredibile errore amministrativo, il cuore e i polmoni usati appartenevano a una persona con sangue del tipo 'A' mentre quello di Jesica era di tipo 'O positivo'. Il chirurgo responsabile dell'equipe che aveva effettuato il trapianto, aveva ammesso di non aver approfondito i controlli sulla compatibilità degli organi dando per scontato che le verifiche fossero già state effettuate. Così dopo il trapianto il corpo della bimba aveva cominciato la reazione di rigetto dei nuovi organi. S'erano, però, trovati, in extremis, nuovi organi da trapianto, stavolta compatibili. L'intervento di giovedì era stato effettuato nonostante la consapevolezza che Jesica aveva solo il 50 per cento di possibilità di sopravvivere. Alcune ore dopo l'operazione sono emerse però complicazioni cerebrali che si sono aggravate col passare del tempo fino alla scomparsa di ogni segno di attività cerebrale per il mancato afflusso di sangue. La ragazza era tenuta in vita solo dalle apparecchiature esterne. I familiari di Jesica, che erano entrati di nascosto negli Stati Uniti alcuni anni fa nella speranza di riuscire a salvare la figlia, avevano aspettato per tre anni che la ragazza avesse il trapianto. Il costo di 500 mila dollari era stato coperto da un benefattore e da organizzazioni e gruppi umanitari che avevano creato un fondo per l'intervento.(In America gli interventi di trapianto non sono a carico del Sistema Sanitario Nazionale). Le autorità dell'ospedale hanno aperto una indagine per stabilire le responsabilità. "Abbiamo fatto migliaia di trapianti in 30 anni - ha detto l'amministratore dell'Ospedale - non era mai accaduta una cosa del genere. E' una tragedia senza precedenti per noi". (vipas)
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