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USA: odioso escludere i disabili mentali dalle liste d’attesa per un trapianto

Uno schieramento di 30 parlamentari americani ha chiesto al Presidente USA di firmare una circolare che intimi alle strutture sanitarie di non continuare a negare il diritto al trapianto a determinate categorie di pazienti solo perché presentano una disabilità

15/12/2016

A denunciare l’inaccettabile e diffusa pratica uno schieramento trasversale di 30 parlamentari americani che, con una lettera aperta, ha chiesto al Presidente Obama di intervenire in prima persona. Con la missiva i politici chiedono al Presidente di firmare una circolare che intimi alle strutture d’oltreoceano di non continuare a negare il sacrosanto diritto al trapianto per determinate categorie di pazienti solo perché presentano una disabilità.

Il deputato Mike Honda e la deputata Jaime Herrera Beutler (primi firmatari della lettera insieme ad altri 30 parlamentari del Congresso) hanno chiesto al Dipartimento della Salute, Servizi Umani e Diritti Civili  di Washington (HHS OCR), di stilare una guida sull’accesso al trapianto per le persone con disabilità alle quali troppo spesso viene negata tale opportunità salvavita per nessun altro motivo che la loro disabilità.

Nella corrispondenza con il Direttore del Dipartimento della Salute Jocelyn Samuels, si legge: “Purtroppo, molti centri di trapianto continuano a rifiutare l’accesso alle liste di attesa ai pazienti portatori di handicap intellettivo, generando una persistente discriminazione che ha conseguenze di vita o di morte”, scrive il senatore Mike M. Honda.

L’85% dei centri di trapianto pediatrici valuta lo stato neurologico quale fattore importante per determinare l’ammissibilità al trapianto, così come succede per il 71% dei centri di trapianto di cuore, si apprende dalla lettera. “Tale discriminazione viola direttamente l’Americans with Disabilities Act e non rispetta i valori di equità e inclusione che distinguono il popolo americano”.

La lettera cita anche casi eclatanti che negli ultimi anni hanno messo in luce le disparità subite dalle persone con disabilità neurologiche e dello sviluppo, che necessitavano del trapianto e che hanno avuto il merito di vedere riconosciuti i loro diritti in diversi Stati, tra cui la California, il Maryland e New Jersey, attraverso l’emanazione di apposite norme che hanno vietato tali discriminazioni. Gli autori invitano quindi il Dipartimento della Salute e Servizi Umani a emettere una chiara indicazione per proteggere le persone con disabilità neurologiche dalla discriminazione di accesso al trapianto nello Stato di Washington e in tutto il Paese.

“È inaccettabile che la disabilità intellettiva di qualcuno possa essere un ostacolo a ricevere una cura salvavita: a nessuno dovrebbe essere negato il diritto alla vita semplicemente a causa di questa condizione, queste persone meritano un accesso equo a tutti i tipi di assistenza sanitaria, compresi i trapianti”, concludono i parlamentari. Il Dipartimento della Salute sta esaminando le questioni sollevate nella lettera e prevede di rispondere ai membri del Congresso direttamente.

In Italia non si escludono a priori dal trapianto i disabili mentali, ma si valuta per questa, come per ogni altra categoria di pazienti che può dare adito a sospetti di non aderenza alla cura (condizioni sociali, psciologiche, ecc), che ci siano delle condizioni (es. famiglia che segue il paziente attentamente, ecc) tali da garantire l’efficacia del trapianto sotto questo profilo.

(Trapianti.net)

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