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Uso appropriato sangue cordonale.

Posizione condivisa da maggiori società scientifiche.

11/12/2010
Nel corso del convegno che si è tenuto giorno 1 dicembre, presso l'Ordine Provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, le maggiori società scientifiche, coinvolte a vario titolo nella donazione e raccolta del sangue cordonale, hanno condiviso i punti essenziali di un Position Paper, che avrà l'obiettivo di offrire un parere tecnico-scientifico ufficiale sull'uso appropriato delle cellule staminali emopoietiche da cordone ombelicale. La Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia (SIMTI), il Gruppo Italiano Trapianto di Midollo Osseo (GITMO), la Società Italiana di Genetica Umana (SIGU), la Federazione Nazionale Collegio delle Ostetriche (FNCO), con l'appoggio delle principali associazioni di volontariato (ADISCO, ADOCES e ADMO) hanno trovato piena condivisione sui seguenti punti: - Rifiuto della conservazione delle cellule staminali emopoietiche ad uso autologo perché inappropriata sul piano scientifico; - Assunzione da parte del mondo scientifico di un'unica posizione nazionale per testimoniare all'opinione pubblica l'utilità delle attuali applicazioni cliniche consolidate e l'attenzione nel seguire progetti di ricerca solo all'interno di protocolli previsti dall'attuale normativa; - Necessità di avviare progetti formativi a livello nazionale dedicati a tutti quei professionisti coinvolti nella Rete: dal settore materno a quello infantile; da quello dei banking a quello dei trapianti; - Inopportunità nell'istituire nuove strutture dedicate alla crioconservazione delle unità di sangue cordonale. Si sottolinea che l'istituzione di eventuali banche private nel nostro Paese violerebbe la vigente normativa, contravvenendo anche ai principi di volontarietà, anonimato e gratuità che ispirano il Sistema Sanitario Nazionale. La conservazione di tipo autologo con possibilità di rilascio dell'unità ad uso solidaristico non viene considerata opportuna, perché con questa modalità non sarebbe possibile tutelare la salute del possibile ricevente (attraverso attente valutazioni cliniche e di laboratorio) e non sarebbe possibile rispondere ai criteri qualitativi necessari per l'uso trapiantologico (ad oggi, soltanto il 30% circa delle unità raccolte viene effettivamente crioconservato). Il CNT e il CNS daranno piena diffusione alla posizione ufficiale delle maggiori società scientifiche in questo campo e, pertanto, pubblicheranno il documento non appena disponibile.
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