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VENETO: FONDAZIONE BANCA DEGLI OCCHI, MONITORATI 5000 TRAPIANTATI DI CORNEA

Sopravvivenza delle cornee, a 1-2 anni dal trapianto, attorno al 90% è quanto emerge dallo Studio Cortes

16/01/2005
Migliorare la qualità e la sicurezza dei trapianti di cornea in Italia. Questo l’obiettivo dello “ Studio longitudinale per la valutazione dell’esito del trapianto di cornea” ( Studio CORTES, CORneal Transplant Epidemiological Study) avviato nell’ottobre del 2001 da Fondazione Banca degli Occhi con la collaborazione dell’Università degli Studi di Padova e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Lo studio, unico in Italia, ha avuto per oggetto il monitoraggio e la valutazione dei dati clinici provenienti da circa 5000 pazienti sottoposti a trapianto di cornea con tessuti forniti da Fondazione Banca degli Occhi del Veneto in tutto il territorio nazionale. La prima fase del progetto, durata tre anni (ottobre 2001-ottobre 2004), ha coinvolto circa 200 chirurghi di tutta Italia. .Lo studio ha evidenziato che la patologia più frequente per il trapianto è il cheratocono che colpisce principalmente la fascia di età tra i 30 e i 39 anni . Nella scelta della struttura per effettuare il trapianto i pazienti sembrano scegliere soprattutto i Centri del Nord Est. Si è riscontrato infatti un fenomeno di migrazione dei pazienti verso queste zone a riprova dell’eccellenza delle strutture soprattutto del Veneto in questo campo. Un dato da sottolineare infine è che la stima della sopravvivenza della cornea trapiantata , dopo 1-2 anni dal trapianto, è attorno al 90%. Relativamente alla qualità della vita è risultato che sia gli uomini che le donne in attesa di trapianto denunciano uno stato di qualità di vita peggiore rispetto alla popolazione generale senza patologia. In particolare, i maschi riportano mediamente uno stato di salute sia fisica che mentale migliore rispetto alle femmine. Nei prossimi tre anni, lo studio si propone di completare l’analisi e di stimare i risultati dei trapianti più a lungo termine, valutando meglio i fattori che possono influenzarne la riuscita. A coordinare le attività inerenti allo studio è stata L’Unità di follow up, guidata dal Professor Francesco Grigoletto, presso il Laboratorio di Biostatistica ed Epidemiologia del Dipartimento di Medicina Ambientale e Sanità Pubblica dell’Università degli Studi di Padova. La realizzazione e la continuazione di questa ricerca è possibile grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, da sempre impegnata nel sostenere concretamente le attività di studio e di ricerca, con particolare attenzione alle iniziative di carattere medico – sanitario. (vipas)
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