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Vitamina D: fondamentale per il sistema immunitario.

Scienziati danesi hanno scoperto che è vitale per le cellule “timo”.

15/03/2010
Il nostro sistema immunitario ha bisogno di più sole, fonte per eccellenza di vitamina D. Questa la conclusione di uno studio condotto dall'Università di Copenaghen e pubblicato sulla rivista Nature Immunology. Le cellule T (timo), difesa dell'organismo umano contro le infezioni, individuando e distruggendo i patogeni esterni ci aiutano a rimanere sani. Lo studio danese ha trovato che le cellule T necessitano di dosi fisiologiche di vitamina D nel sangue per poter essere attive e compiere il proprio ruolo di difesa in modo adeguato. Questa scoperta potrebbe aiutare i medici a risolvere i casi di reazioni autoimmunitarie e anche a contrastare il rigetto di organi trapiantati. Le cellule T sono un tipo di leucociti che rivestono un ruolo centrale nel sistema immunitario. Per poter trovare, reagire e combattere le varie infezioni dell'organismo, le cellule T devono trasformarsi, da dormienti e innocue, in cellule attive in grado di uccidere virus e batteri spesso anche pericolosi. Gli scienziati danesi hanno scoperto che la vitamina D è fondamentale per la funzionalità delle cellule T. In assenza di fonti sufficienti di questa vitamina nel sangue, secondo i ricercatori, le cellule rimangono dormienti e sono quindi incapaci di 'attivarsi' per combattere gli agenti patogeni esterni. "Quando una cellula T e' esposta a un agente patogeno esterno, essa attiva un dispositivo di segnalazione o 'antenna', noto come recettore della vitamina D, con cui cerca di individuare la vitamina D", ha dichiarato Carsten Geisler, professore dell'Università di Copenaghen. "Ciò significa - ha continuato - che le cellule T hanno bisogno della vitamina D, altrimenti la loro attivazione cesserà. Se le cellule T non riescono a trovare abbastanza vitamina D nel sangue, neanche inizieranno a mobilitarsi". La luce del sole e' una fonte di vitamina D naturale (e anche la più ovvia), spesso presente come sottoprodotto naturale dell'esposizione della pelle al sole. Pochissimi alimenti contengono quantità elevate di questa vitamina. Tra le fonti migliori ci sono i pesci grassi, come ad esempio il salmone, il tonno e lo sgombro, mentre piccole quantità di vitamina D si possono trovare nel formaggio, nel latte e nel tuorlo d'uovo. Sebbene gli esperti raccomandino una dose giornaliera compresa tra i 25 e i 50 microgrammi di vitamina D, non esistono studi esaustivi per determinarne la quantità ottimale. Gli scienziati sono riusciti a seguire la sequenza biochimica legata alla trasformazione di una cellula T dalla sua forma inattiva alla sua forma attiva. Questa capacità di monitorare la sequenza permette di intervenire in molti punti diversi per modulare la risposta immunitaria. La scoperta principale e' stata che le cellule T inattive non contengono il recettore della vitamina D ed una molecola specifica (PLC-gamma1). Secondo Geisler, questo risultato rappresenta un importante passo avanti. "Gli scienziati sanno da tempo che la vitamina D e' importante per l'assorbimento del calcio e che essa sembra anche coinvolta in malattie come il cancro e la sclerosi multipla. Ma ciò che ancora non si sapeva e' quanto sia fondamentale per l'attivazione del sistema immunitario", ha detto. Infatti, questo nuovo particolare potrebbe potenzialmente contribuire alla regolazione della risposta immunitaria, che e' importante non solo per combattere la malattia, ma anche per evitare le reazioni autoimmunitarie dell'organismo e il rigetto di organi (dopo i trapianti, le cellule T possono attaccare l'organo del donatore come un invasore esterno). Geisler ha aggiunto che la ricerca potrebbe addirittura aiutare a combattere le malattie infettive e le epidemie a livello mondiale. "I risultati saranno particolarmente utili - ha spiegato - nello sviluppo di nuovi vaccini, che funzionano proprio sulla base sia di abituare il nostro sistema immunitario a reagire che di sopprimere le difese naturali dell'organismo in situazioni in cui questo e' importante, come ad esempio nel caso di trapianti di organi e malattie autoimmunitarie". (AGI)
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