indietro

World Transplant Games, dal 17 al 24 agosto 49 azzurri in gara

"Il trapianto un atto che genera vita"

17/08/2019

A Newcastle la Nazionale Italiana Trapiantati e, per la prima volta,
anche la squadra italiana dei donatori viventi
Il fine nobile è promuovere l'importanza della donazione
e dare una speranza a chi è in attesa


TRA MENO di un mese si riparte: dal 17 al 24 agosto a Newcastle, Inghilterra, si terrà la 22esima edizione dei World Transplant Games, il più importante evento internazionale dedicato agli atleti portatori di trapianto.

Martedì 23 luglio a Roma è stata presentata la Nazionale Italiana Trapiantati, guidata da ANED Onlus, che presenta alcune novità: prima di tutto, grazie alla stipula del protocollo d'intesa tra il Comitato Italiano Paralimpico e ANED nel maggio 2018, l'ente guidato da Luca Pancalli supporterà la Nazionale ai Giochi. "Sostenere una realtà come l'ANED, organizzazione medaglia d'oro al Merito della sanità pubblica, e questo movimento sportivo significa ribadire la centralità dello sport nella costruzione di un welfare attivo del nostro Paese", ha spiegato il presidente Pancalli durante la presentazione.

Inoltre, a Newcastle parteciperà per la prima volta la squadra italiana dei donatori viventi, composta da 5 azzurri: un'importante dimostrazione del fatto che chi decide di compiere il generoso e solidale gesto della donazione di organi può mantenere un'ottima qualità della vita.

Sono in tutto 49 gli atleti della Nazionale italiana che andranno a Newcastle, 35 uomini e 14 donne, trapiantati di ogni organo e tessuto. La più giovane partecipante ha 15 anni, il più anziano 77. Si cimenteranno nelle discipline di atletica leggera, nuoto, tennis, ciclismo, volley, tiro con l'arco, calcio a 6, freccette, golf, tennistavolo, badminton, basket a 3 e bowling. L'obiettivo è provare a eguagliare e magari migliorare il già ottimo bottino di 35 medaglie registrato nell'ultima edizione dei World Transplant Games, a Malaga nel 2017.

Ma il fine più nobile è promuovere l'importanza della donazione e dare una speranza a chi è in attesa di un trapianto e magari in futuro potrà partecipare ai Giochi, che dalla prima edizione nel 1978, in cui erano presenti 99 atleti, si sono notevolmente sviluppati: a Malaga i concorrenti erano più di 2200, provenienti da 52 Paesi.

"Il trapianto è un evento che cambia radicalmente la vita di un individuo - ha dichiarato Giuseppe Vanacore, presidente di ANED e country representative dell'Italia presso la Federazione dei World Transplant Games - ma che gli permette altresì di continuare a vivere. I Giochi hanno il merito di rendere evidente al mondo questo: l'atto del trapianto è un atto di solidarietà che genera vita, e consente di continuare a vivere, in primis, e a fare sport".

(Francesco Caruana, Repubblica.it)

torna su