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XENOTRAPIANTI: L'EUROPA SCEGLIE PADOVA

Ricerche sull'ingegneria genetica dei maiali: arrivano 10 milioni - L'équipe guidata dal professor Ermanno Ancona ottiene un importante riconoscimento internazionale finanziato dalla Commissione Ue.

21/11/2006
Cinque anni per affinare la somiglianza tra maiale e scimmia, trasformando il suino in un donatore per il primate non umano. E, di conseguenza, pur in un futuro non ancora calcolabile, anche per l'uomo. E' l'obiettivo del progetto integrato «Xenome», che la Commissione europea ha finanziato con 10 milioni di euro, ritenendolo tra le tematiche di particolare interesse. Responsabile del programma che vede l'investimento più consistente in un progetto della sanità padovana da molti anni, l'équipe diretta da Ermanno Ancona, posta alla guida di 22 laboratori di 11 paesi europei. La ricerca ha avuto ufficialmente il via il 20 novembre con il primo incontro tra i partners, dedicato all'«Ingegneria del genoma suino per gli studi dello xenotrapianto nei primati: un passo verso l'applicazione clinica». OBIETTIVI. «Abbiamo proposto all'Europa un progetto con una piattaforma tecnico-scientifica solida oltre ad un forte pacchetto etico, bioetico e di comunicazione esterna» sostiene Emanuele Cozzi coordinatore del progetto nonché «golden boy» dell'immunologia mondiale. «Comunque vada questa ricerca avrà ricadute molto ampie nell'intero settore dei trapianti. Ci aspettiamo che abbia ripercussioni sulle conoscenze nei trapianti uomo-uomo, oltre che in ambiti quali infiammazioni, coagulazione e settore veterinario». L'obiettivo del progetto è di ottenere dai maiali reni, insule pancreatiche e neuroni da impiantare nelle scimmie, ovviando ad insufficienze renali e altre patologie a carico dell'organo, diabete e morbo di Parkinson. IL PROGETTO. Il primo passo dello studio prevede l'ingegnerizzazione dei maiali, ovvero la modificazione del loro genoma attraverso l'aggiunta di geni amici o, viceversa, la sottrazione di altri geni indesiderati. In questo modo vengono potenziate le analogie, già «notevoli» tra maiale e uomo, rendendo il primo il più possibile simile alla scimmia (a sua volta lo scimpanzé condivide il 97% del genoma umano). «Sia chiaro che l'obiettivo entro il 30 ottobre 2011 si limita alla sperimentazione animale-animale», precisa Cozzi, «l'impegno preso con l'Europa è di portare il trapianto di organi il più vicino possibile all'uomo, migliorando le affinità immunologiche ed infiammatorie del maiale, ma limitandosi tuttavia ai primati non umani». Per il progetto la Commissione europea ha stanziato 9,88 milioni di euro, di cui 1,9 destinati direttamente all'Italia. LA SPERIMENTAZIONE. Attualmente Padova detiene il record di sopravvivenza di un primate con rene di maiale, ovvero tre mesi, ottenuto qualche anno fa, risultato che è valso ai ricercatori la nomina a capofila in Europa. Sebbene attualmente siano in corso altri esperimenti di questo tipo - non è stato ritenuto opportuno rivelare il numero degli animali coinvolti - il record non è mai più stato eguagliato. Diversamente, gli Stati Uniti detengono il primato per la sopravvivenza delle scimmie trapiantate con insule pancreatiche suine, mentre il livello di sopravvivenza dei neuroni in un primate affetto dal morbo di Parkinson è di tre mesi. L'ostacolo più difficile da superare resta ancora il rigetto, anche se i dati a disposizione dimostrano che non esistono incompatibilità fisiologiche tra maiale e primate e non c'è alcun segno di infezione in suini sottoposti a xenotrapianto di cute nell'ustionato grave. IL FEGATO. Nessuna prospettiva invece per gli studi sul fegato: il buon numero di organi a disposizione, unitamente alla possibilità di effettuare trapianti da vivente, abbassa la richiesta al punto che l'applicazione clinica in questo settore, viene considerata meno vantaggiosa rispetto agli ambiti prescelti. GLI ANIMALI. La ricerca moderna tutela la cavia: la sperimentazione sulla cavia diventa effettiva solo quando la manipolazione genetica, messa a punto in laboratorio, risulta assolutamente soddisfacente. «Gli animali hanno dei diritti ed una dignità da salvaguardare» garantiscono i ricercatori. «Maiali e scimmie vengono quotidianamente seguiti dai veterinari sia a salvaguardia del loro benessere che per la valutazione scientifica del progetto». I PROTAGONISTI. Oltre alla capofila Padova, in campo con Azienda ospedaliera, Università e Corit, impegnati nel programma anche le Università di Milano e il Consorzio per l'incremento zootecnico di Cremona. Tra i paesi europei, invece, schierati Inghilterra, Francia, Belgio, Spagna, Austria, Germania, Repubblica Ceca, Spagna, Portogallo e Olanda. «Siamo di fronte ad un progetto estremamente ambizioso», sostiene il direttore generale della Commissione ricerche dell'Unione Europea Charles Kessler, «la qualità dei gruppi afferenti, con il coinvolgimento di industria ed accademia, lo rende uno tra i migliori progetti integrati a livello europeo permettendoci di far sentire la nostra presenza in questo settore». SIMONETTA ZANETTI ( Il Mattino di Padova)
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