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Firmata a Modena la “Carta del Dono” tra istituzioni (Ministero, CNS, CNT) e volontariato

Numero 1, giugno 2018

Sabato 24 febbraio presso la sede dell’Avis Provinciale di Modena è stata sottoscritta, alla presenza del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e del Sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli, la “Carta del dono”, promossa dal Centro Nazionale Sangue, dal Centro Nazionale Trapianti, dalle Associazioni di Volontariato e dal Ministero della Salute.

Il documento fissa una serie di principi e impegni per la promozione del dono biologico (sangue, emocomponenti, cellule, tessuti, organi e nutrienti) individuando, nel contempo, alcuni obiettivi programmatici per gli anni a venire.

La Carta intende anche tutelare la natura stessa del dono: libera, volontaria, consapevole, responsabile e non remunerata. Hanno firmato il documento, oltre alla Presidente nazionale AIDO Flavia Petrin, i direttori del CNS, Giancarlo Maria Liumbruno, del CNT, Alessandro Nanni Costa, il Presidente di AVIS Nazionale, Alberto Argentoni, i rappresentanti del CIVIS – Coordinamento Interassociativo dei Volontari Italiani del Sangue (che riunisce AVIS, CRI, FIDAS e FRATRES), di ADMO, Rita Malavolta, di ADISCO, Giuseppe Garrisi, e di ADOCES, Licinio Contu.

Nelle parole del Ministro e negli interventi dei responsabili nazionali degli Enti e delle Associazioni coinvolte è stato ribadito come i valori del “sistema dono”, che in Italia è gratuito, debbano essere difesi e promossi unitariamente, poiché identitari del nostro Paese e alla base dell’ordinamento sanitario nazionale.

La Carta sottoscritta si presenta come documento aperto, al quale potranno unire le firme altre Associazioni che si riconoscono negli stessi principi ispiratori.

La Carta del dono: promuovere e difendere il valore del dono biologico

Princìpi


Il corpo è valore ed essenza della persona, come tale è parte della sua dignità, è oggetto di diritti fondamentali e richiede la tutela della comunità.

La tutela della persona è perciò anche difesa del benessere fisico e della integrità del corpo. In questo quadro di princìpi fondamentali si colloca il dono volontario libero e consapevole delle diverse parti del corpo (dono biologico, d’ora in poi), e cioè sangue, emocomponenti, cellule, tessuti, organi e nutrienti (latte), sia come espressione della volontà personale di tutela e promozione della salute, della vita umana e della sua dignità in tutte le sue fasi, sia come espressione della responsabilità e reciprocità sociale, che vede la persona e la comunità coinvolte in un comune destino Il dono biologico libero, volontario, consapevole e gratuito ha un proprio, elevato, intrinseco valore etico, personale e sociale, che si manifesta anche nella sua periodica espressione organizzata, quando possibile, e vede il giusto riconoscimento istituzionale anche nell’inserimento dei percorsi di donazione all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza del SSN.

Il valore primario del dono biologico così inteso, comporta la necessità di promuoverlo e di tutelarlo a tutto campo, sia con politiche sanitarie adeguate sia con una corretta sensibilizzazione ed informazione. Verso questi obiettivi, tradizionalmente, si concentra non solo l’azione delle Istituzioni e dei professionisti del settore sanitario, ma anche l’impegno ricco e variegato della società civile che, attraverso il servizio volontario e costante delle Associazioni e Federazioni di cittadini, organizzate e competenti, sostengono la cultura del dono, la ricerca di nuovi donatori e l’aiuto ai pazienti riceventi.

Questo impegno rappresenta una peculiarità e una ricchezza del nostro Paese.

Il dono biologico solleva anche problematiche di carattere etico, morale, sociale e culturale alle quali si può rispondere seguendo orientamenti anche molto diversi fra loro, alcuni dei quali, però, possono mettere a rischio la stessa appropriatezza del dono, per esempio quando la donazione non è la conseguenza innanzitutto di solide evidenze scientifiche, necessarie per stabilirne la validità e l’efficacia dal punto di vista clinico.

Impegni

In ragione di quanto sopra, le Istituzioni, gli Enti e le Associazioni e Federazioni nazionali del Volontariato operanti nel settore e sottoscriventi, ritengono utile formalizzare un impegno esplicito e comune per sostenere una più forte e coordinata azione di tutela e promozione del dono biologico, convenendo su quanto segue:

- il dono biologico, inteso come dono di parti del corpo umano, è libero, volontario, consapevole, responsabile, non remunerato, anonimo;

- va impedito ogni tentativo di commercializzazione del dono, sia che si presenti in forma esplicita sia in forma indiretta, anche mediante forme di rimborso non strettamente intese o tramite forme di scambio o assegnazione non trasparenti;

- vanno tutelate primariamente e con ogni mezzo possibile, senza discriminazioni, la libertà e i diritti di tutti i donatori e dei pazienti riceventi, anche potenziali, e delle loro famiglie;

- il dono necessita di un consenso liberamente formato, perciò consapevole e responsabile, contrastando ogni forma di coattività che nasca da qualsiasi tipo di condizionamento. In questo senso va intesa la necessità dell’anonimato reciproco di donatore e ricevente e delle rispettive famiglie;

- l’informazione deve essere corretta, completa e trasparente, e nell’interesse sia del donatore che del paziente ricevente. Va combattuta ogni forma ingannevole di informazione e comunicazione, fra cui quelle omissive di informazioni essenziali per la libera formazione della volontà personale;

- per una più forte e più efficace promozione del dono biologico è auspicabile intensificare il coordinamento delle azioni di informazione e sensibilizzazione,

sotto la guida delle Istituzioni ed in collaborazione con i professionisti del settore sanitario e le Associazioni e Federazioni di Volontariato del settore.

A tal fine, si conviene sulla necessità di integrare le tradizionali e variegate forme di comunicazione, specifiche per ogni tipologia di dono, con azioni comuni che abbiano lo scopo di rappresentare l’assoluto valore del dono, in tutti i suoi aspetti, di richiamare la società civile a condividere questa scelta per il bene di tutti e di ciascuno e di promuovere forme più integrate e collaborative di reclutamento dei donatori ad opera delle Associazioni e Federazioni del Volontariato.

Aurelio Navarra

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