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Il Comitato per la bioetica:
"Eticamente possibile superare anonimato"

Numero 3, dicembre 2018

Conservazione dell’anonimato del donatore e del ricevente nel trapianto di organi

Il Centro Nazionale Trapianti (CNT) ha avanzato al Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB) il seguente quesito: “Se l’obbligo all’anonimato a cui è tenuto il personale sanitario amministrativo in base all’art. 18, comma 2, Legge 1 aprile 1999, n. 91, possa essere derogato su accordo delle parti previa firma da parte di entrambe del consenso informato”.

Il documento muove da una descrizione procedurale di come gli operatori sanitari e amministrativi della rete trapiantologica nel nostro Paese si attengono al mantenimento dell’anonimato, nell’ambito delle diverse tipologie di donazioni, le informazioni fornite dalla rete nazionale trapianti e il tipo di comunicazioni ammesse nell’ambito del personale sanitari e dei familiari del donatore. Modalità che possono essere diversificate, fermo restando la tracciabilità che rimane comunque indispensabile requisito per ragioni mediche.

Il Comitato distingue, in tale contesto, il momento “antecedente” al trapianto o quello “successive” all’avvenuto trapianto che vedono direttamente coinvolti il cedente (o la famiglia del cedente) e il ricevente. Il Comitato espone le diverse correnti di pensiero a favore dell’anonimato e a favore dell’identificazione nelle diverse fasi, esponendo e riflettendo sugli argomenti in modo dialettico, e delinea una via intermedia nell’ambito di possibili accordi tra le parti.

Il CNB raccomanda che nell’ambito della donazione di organi sia eticamente indispensabile conservare requisiti di equità garantiti da considerazioni rigorosamente oggettive basate su criteri clinici e dalla priorità nella lista. Ritiene che l’attuale procedura che privilegia l’anonimato sia ancora preferibile e che sia comunque un requisito indispensabile nella fase iniziale della donazione degli organi e in quella successiva se manca l’accordo fra le parti ad avere contatti.

Ritiene, tuttavia, che non sia contraria ai principi etici, che caratterizzano la donazione degli organi, la possibilità che donatori e riceventi diano un consenso libero ed informato dopo il trapianto per avere contatti ed incontri, mediati da centri sanitari o da terzi indicai legislativamente. Raccomanda che venga garantito il silenzio stampa per evitare strumentalizzazioni mediatiche. Il gruppo di lavoro è stato coordinato dal Presidente Prof. Lorenzo d’Avack, che ha steso la bozza del parere. Hanno dato il loro contributo i Proff.: Stefano Canestrari, Cinzia Caporale, Carlo Casonato, Marianna Gensabella, Assunta Morresi, Laura Palazzani, Carlo Petrini, Lucio Romano, Lucetta Scaraffia. Contributo prezioso è stato apportato dalle audizioni del Prof. Alessandro Nanni Costa, direttore del CNT, e dalla Prof.ssa Morelli che svolge la sua professione presso il Centro Trapianti di Fegato e Multiviscerale del Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna.

Il parere è stato votato all’unanimità dagli aventi diritto presenti, i Proff.: Salvatore Amato, Stefano Canestrari, Carlo Casonato, Antonio Da Re, Lorenzo d’Avack, Riccardo Di Segni, Gian Paolo Donzelli, Silvio Garattini, Mariapia Garavaglia, Maurizio Mori, Assunta Morresi, Laura Palazzani, Tamar Pitch, Lucio Romano e Grazia Zuffa. Assenti alla seduta hanno successivamente aderito i Proff.: Luisella Battaglia, Carlo Caltagirone, Cinzia Caporale, Francesco D’Agostino, Bruno Dallapiccola, Mario De Curtis, Marianna Gensabella, Massimo Sargiacomo, Luca Savarino, Lucetta Scaraffia, Monica Toraldo Di Francia.

Il Prof. Carlo Petrini, componente delegato dell’ISS, il Dott. Maurizio Benato, componente delegato della Federazione Nazionale degli ordini dei Medici, dei Chirurghi e degli Odontoiatri, e il Dott. Amedeo Cesta, componente delegato del Consiglio Nazionale delle Ricerche, non avendo diritto al voto, hanno voluto tuttavia esprimere la loro adesione al parere.

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