AIDO Regionale Emilia-Romagna

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IL 2014 PASSA IL TESTIMONE AL 2015

19/01/2015
Chi fa volontariato in un’associazione lo sa: ogni scadenza importante, soprattutto ogni assemblea – specialmente se elettiva – appare unica, dotata di una qualche specificità che la differenzia dalle precedenti. Lo stesso succede per ogni passaggio di anno: in quello vecchio vediamo immancabilmente qualcosa che lo contraddistingue, mentre per quello nuovo sembrano sempre preannunciarsi sviluppi non sperimentati, siano essi problemi temuti, sfide stimolanti o premesse/promesse accattivanti. Ma questa sensazione corrisponde alla realtà delle cose, oppure è solo una convenzione, una supposizione creata dall’inconscio desiderio di rinnovare le proprie motivazioni? Forse ci sono entrambe le componenti, in un mix graduato a seconda delle personali sensibilità, esperienze e aspirazioni. Tutto questo per dire che in questi giorni ci viene spontaneo guardare al 2014 con l’occhio più del sentimento che della ragione: infatti, ci saranno la sede ed il contesto adeguati per fare un’analisi razionale dell’anno associativo appena trascorso, ma qui vorremmo andare … dove ci porta il cuore. In Emilia-Romagna AIDO ha condiviso i problemi gestionali ed organizzativi di altri territori, ma ha visto anche la nascita di Gruppi di base importanti, che hanno segnato l’effettivo rilancio di attività e adesioni in zone o ai margini o reduci da una fase più o meno lunga di difficoltà strutturali. Ma senza preparazione è difficile operare in modo efficace e quindi gratificante; così il 2014 potrebbe essere ricordato perché vi si è svolta la parte preponderante del corso di formazione regionale “Vista con granello di sabbia”, riservato ad un gruppo di giovani volontari selezionati nelle Sezioni in virtù delle loro motivazioni e capacità. Anche il percorso di aggiornamento/informazione ha compiuto una tappa significativa: con una sessione ripetuta nelle tre macroaree in cui è stata suddivisa logisticamente la regione – Emilia Occidentale, Emilia Orientale, Romagna – abbiamo rispolverato e rinfrescato un ‘abito’ che è connaturato al nostro essere attivisti, anche se a volte non ne siamo consapevoli: quello di educatori, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni, quando le incontriamo nell’ambito scolastico ma non solo: una immensa responsabilità. Ci ha aiutato il prof. Felice CARUGATI, già docente universitario: nell’allegato la sua presentazione, insieme a quella del presidente di AIDO Regionale Stefano CRESCI, mentre la foto – una per tutte – ritrae il gruppo di partecipanti all’incontro tenutosi a Piacenza. Forse però nel nostro immaginario il 2014 resterà legato ad un evento non realizzato direttamente dalla nostra associazione, anche se da essa sostenuto in ogni modo: l’entrata in vigore, a Bologna, della modalità di manifestazione di volontà nota ormai come “Una scelta in Comune”. Il capoluogo di regione arriva più o meno trentesimo, in Italia, nell’adozione di tale progetto, ma Bologna è la prima città metropolitana del Nord a raggiungere questo traguardo; in Emilia-Romagna il primo Comune è stato Cesena; recentemente ha iniziato Castellarano (RE), mentre a Modena si è cominciato il 17 gennaio 2015. In breve, si tratta della possibilità di dichiarare la propria intenzione, positiva o negativa, nei confronti della donazione di organi dopo la morte, contestualmente al rilascio o al rinnovo della carta d’identità: tale volontà non è annotata nel documento, bensì registrata nella apposita banca dati nazionale (Sistema Informativo Trapianti) gestita dal Centro Nazionale Trapianti – dove confluiscono anche gli elementi identificativi dei soci AIDO, nonché le dichiarazioni effettuate negli URP delle ASL – per la consultazione vincolante da parte dei sanitari deputati al prelievo degli organi. E perché è così importante il traguardo rappresentato da questo progetto? È una piccola rivoluzione culturale: la dichiarazione di volontà sulla donazione degli organi entra nella quotidianità, diventa una componente stessa della nostra identità. Ed è una conquista di civiltà, perché la prima istituzione pubblica a contatto con il cittadino si fa carico di rammentargli un diritto-dovere di cittadinanza attiva, mettendolo in condizione di tradurlo in atto immediatamente. In un momento di grande distacco dei cittadini dalla partecipazione alla vita pubblica, questa opportunità apre significative occasioni per favorire un’inversione di tendenza. Fra le premesse/promesse del 2015 c’è quindi il decollo generalizzato di “Una scelta in Comune”, nella nostra regione e in tutto il Paese: questo sarebbe sufficiente a caratterizzare l’intera annata. AIDO avrà, anche nei prossimi mesi, un compito che viene prima e va oltre la raccolta delle adesioni, perché la donazione degli organi non è solo la risposta solidale a un importante problema di salute di altre persone, ma anche la precisa scelta consapevole di partecipazione alla costruzione di un diritto fondamentale: così, questa decisione – spontanea, anonima, gratuita – diviene la concreta affermazione dell’importanza dell’Uomo e dei legami da lui prodotti, della sua appartenenza alla comunità e all’Umanità intera, quindi della sua assunzione di responsabilità per la migliore realizzazione di essa. All’inizio di un anno segnato nei primi giorni dall’orrore di Parigi – che si aggiunge a quelli di altre parti del mondo (Siria, Nigeria, Libia, ecc.) – abbiamo più che mai il dovere di interpretare con la nostra azione questi valori assolutamente antitetici. Come ha scritto recentemente Enzo BIANCHI, priore di Bose, “(…) Non possiamo vivere senza porre la fiducia in qualcuno né senza ricevere fiducia da qualcuno, dagli altri. (…) La fiducia è la realtà che rende possibile il vivere e il vivere in relazione: nell’amicizia, nell’amore, nel rapporto maestro-discepolo, nella relazione medico-paziente... Se una persona non riesce a fidarsi di nessuno, è condannata all’isolamento, imprigionata in una situazione mortifera. (…) Si tratta ora più che mai di rischiare la fiducia a partire dalle nostre relazioni personali, di ribadire la necessità della fiducia come fondamento della vita sociale. (…) Sta a noi aprire un percorso diverso, resistendo, mettendo fiducia in noi stessi, esercitandoci con convinzione ad avere fiducia negli altri e a non tradire la loro, a partire da chi ci sta accanto. Il primo passo per amare gli altri come se stessi consiste proprio nell’avere fiducia negli altri almeno come in se stessi. (…) Sì, la fiducia nella vita è ancora possibile, è un dovere e una promessa di cui siamo debitori verso gli altri e verso noi stessi.”
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