AIDO Regionale Emilia-Romagna

www.aido.it/bologna__regionale_
« indietro

“VISTA CON GRANELLO DI SABBIA”: POESIA CALATA NELLA REALTÀ

01/10/2015
FLORA: “È stato un percorso anche di crescita personale, oltre che di consapevolezza associativa, in cui la modalità residenziale è stata strategica, poiché ha favorito la condivisione delle scelte nelle diversità di carattere e di esperienze. È nato un gruppo che non vorrei si disperdesse.” CHIARA: ”Non ero nuova ad esperienze del genere, ma questa non è stata certo ripetitiva rispetto a quanto già acquisito, e così ho toccato con mano che la formazione è un processo continuo; soprattutto, l’ascolto è un elemento fondamentale per rapportarsi efficacemente con gli altri.” CLAUDIA: “Avevo tante e grandi aspettative per questo corso, e sono state tutte ampiamente soddisfatte; anche l’abbinamento delle realtà territoriali emiliana e romagnola, all’inizio un po’ spigoloso, è poi stato esso stesso formativo. Spero che non sia finita qui.” SIMONA: “La partecipazione al corso è stata anche il mio debutto forte nell’attività associativa. Non è stato affatto facile, perché lavorare su se stessi è anche emotivamente impattante, ma la condivisione di questa esperienza coinvolgente è stata un valore aggiunto nella formazione.” CLIZIA: “Mi rammarico di non aver potuto frequentare regolarmente, per impedimenti di lavoro. È stata comunque un’esperienza forte e arricchente, anche dal punto di vista relazionale; quindi, per ovviare ad un problema forse non solo mio, spero che in futuro si adotti la modalità residenziale continuativa in periodo estivo.” DANIELE: “All’inizio ho faticato ad ingranare, soprattutto riguardo alla residenzialità, ma poi ne ho sentito tutto il valore. È stata una forte esperienza di cambiamento e sviluppo personale, di cui si sono accorte anche le persone che frequento, e che mi resterà anche se non avrò responsabilità dirigenziali.” CAMILLA: “Sono entrata da ‘novellina’, e questo fatto forse ha aumentato l’impatto, ferma restando la difficoltà di parlare di sé stessi. È stato un corso rivelatore delle potenzialità personali, professionali, relazionali di ciascuno; il tutto in un contesto di socializzazione di cui sento già la mancanza.” ELISABETTA: “Ho dovuto anch’io saltare qualche tappa, per sopraggiunti impegni lavorativi – ed auspico quindi un futuro corso residenziale estivo – ma l’esperienza pur parziale mi fa rimpiangere quello che ho perso, a maggior ragione perché ho già riscontrato gli effetti di questa partecipazione nella mia attività associativa locale.” LAURETANA: “Il corso mi ha regalato una pelle nuova liberandomi da molte paure e resistenze, mi ha rivoltato come un calzino. Tutti ci siamo visti con gli occhi degli altri, ed abbiamo scoperto un altro “sé”; abbiamo imparato ad ascoltare gli altri anche con lo sguardo, ed abbiamo capito che questa capacità va continuamente alimentata.” CRISTIAN: “Il corso mi è piaciuto proprio perché non è stato una … passeggiata. Ho capito presto che quella che sembrava una crescita solo personale era in realtà anche a favore di AIDO. Mi ha particolarmente colpito il fatto che ogni sessione finiva ‘in salita’, lasciandomi tracce che notavano anche in famiglia, e preparando quella successiva.” LARA: “Anch’io pensavo di non essere indicata per fare questo percorso, ma poi mi sono appassionata sia al lavoro su me stessa, sia ad imparare ad ascoltare gli altri: un’iniezione di entusiasmo, da portare nella vita di tutti i giorni, non solo nell’attività associativa. Vi leggo una poesia di Jacques Brel che sento in sintonia col mio pensiero… e dono a tutti voi.” IRENE: “Di certo, non ne siamo usciti come ci siamo entrati, e la ‘full immersion’ ci ha aiutato ad aprirci. Il primo passo è conoscere noi stessi, ed adeguare il comportamento al vero messaggio che vogliamo far passare; il secondo è ascoltare l’altro, non necessariamente un amico, ma semplicemente una ‘persona’ come me, con cui posso/devo avere uno scambio reale.” DINO: “Sono diventato il giullare della compagnia, ma ho iniziato in sordina, quasi in disparte, a causa della mia timidezza. Forse anche per questo il corso mi ha toccato profondamente, mi ha proprio ‘scartavetrato’, come hanno detto altri. Quindi doppiamente grazie a tutti.” EDOARDO: “Sono molto emozionato, ma la timidezza prima era anche maggiore. Il corso mi ha fatto scoprire molte cose di me, mi ha aiutato ad aprirmi, e nello stesso tempo ad ascoltare veramente gli altri: cosa di cui si sono accorti anche familiari ed amici. Anch’io sono due volte grato.” Queste che abbiamo cercato di sintetizzare – speriamo in modo corretto ed efficace – sono le parole con cui i giovani (e meno giovani) volontari, che hanno frequentato il primo corso di formazione di AIDO Regionale, hanno espresso la personale valutazione dell’esperienza fatta, aggiungendo, invariabilmente, il ringraziamento ad AIDO per la splendida opportunità ricevuta. E tutto fa pensare che anche MAURO e SARA JANE, forzatamente assenti, si sarebbero pronunciati in modo simile ai colleghi. Un excursus emozionante, perfino commovente, per i presenti – una trentina, oltre ai corsisti – suggellato dal commento del presidente AIDO Regionale Stefano CRESCI: “C’è sempre più bisogno di lavorare in gruppo, di senso di responsabilità, di voglia di fare la differenza. Ci sono tanti problemi nella società, soprattutto una deleteria frammentazione; ma non dobbiamo pensare che i modelli prevalenti debbano essere accettati come un dato di fatto immodificabile. Ho constatato direttamente il cambiamento intervenuto nei corsisti, in alcuni in modo assai evidente; e non nego che mi sono commosso nel constatare la serietà con cui hanno onorato l’impegno, dimostrando che l’investimento di fiducia fatto su di loro è ampiamente ripagato. Mi auguro che queste forze nuove e preparate si esprimano soprattutto in AIDO Regionale, che è il livello strategico dell’Associazione, non per estraniarsi dalla propria realtà locale bensì per supportarla e qualificarla efficacemente. Il cammino però non ha mai fine, ed anche l’aggiornamento deve essere continuo; formazione e aggiornamento insieme costituiscono una forza irrefrenabile: il cambiamento necessario.” Il contesto era la Conferenza dei presidenti delle Sezioni AIDO della regione, svoltasi il 26 settembre scorso, con un solo punto all’ordine del giorno: «“Vista con granello di sabbia” – Una scelta, un percorso: un’esperienza unica / I perché del corso – La struttura didattica – Le testimonianze – I feedback – E adesso?» Anche la sede dell’incontro era speciale: la “Casa della Solidarietà Alexander Dubcek” a Casalecchio di Reno (BO), ora per 27 associazioni, ed un tempo edificio scolastico, l’Istituto Salvemini su cui si schiantò un aereo militare 25 anni orsono. In apertura l’introduzione di Stefano CRESCI, tramite la presentazione che trovate allegata, sull’esigenza della formazione continua, per favorire il necessario cambiamento ed assicurare efficacia all’azione associativa. Poi il formatore dott. Fabio COLA, che ha illustrato sommariamente la struttura didattica applicata, basata su di un assunto imprescindibile: la formazione è allenamento costante, richiede tempo, continuità, intensità, residenzialità – anche il tempo di non-studio diventa strumento di formazione – personalizzazione dell’insegnamento. Cioè, si deve partire dalle persone, verificare come si comportano di fronte alle esigenze, e poi proporre modalità alternative, da mettere in pratica personalmente: solo ascoltando, anche con attenzione, non si fa formazione. Si è cominciato dalla consapevolezza di sé, delle proprie competenze e propensioni: una fase di ‘messa a nudo’ che ha permesso a ciascuno anche di decidere se continuare o no. Poi, il significato di organizzazione, e quindi di gestione delle persone, che può essere efficace solo se trovo il punto di ‘accesso’ in coloro che devo gestire. Da lì alla leadership e alla gestione dei conflitti, per finire con la gestione delle emozioni, che non devono restare dentro, dove prima o poi esploderebbero. Dopo la consegna ai corsisti degli attestati di partecipazione, ed una sintetica presentazione dei risultati del questionario finale di valutazione – ai livelli più alti, per i vari aspetti – è entrato prepotentemente in scena il tema “E adesso?”, con il dibattito, a tratti duro, sull’attuale operatività del Consiglio direttivo di AIDO Regionale, che presenta evidenti criticità nella presenza stessa dei consiglieri. Le cause possono essere diverse, e si è cominciato a metterle sul tavolo, non tanto per recriminare sul passato, quanto per cercare soluzioni efficaci in preparazione del passaggio fondamentale rappresentato dal rinnovo cariche del 2016. La discussione non è certo conclusa, anche se non si può attendere la vigilia delle Assemblee elettive; per questo la prossima seduta consiliare, convocata per il 24 ottobre, sarà sostanzialmente dedicata al suddetto tema. L’auspicio di tutti è che - confrontandosi anche aspramente, ma in modo trasparente – si trovi la strada più giusta per onorare il comune impegno di fare il bene non tanto dell’Associazione, quanto della società di cui siamo e vogliamo essere parte attiva.
torna su