AIDO Regionale Emilia-Romagna

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CORDOGLIO PER LA MORTE DEL PROF. ANGELO PIERANGELI

21/09/2010
Singolare coincidenza quella che ha visto riuniti il 18 settembre, come relatori ad un convegno tenutosi in un’aula dell’Istituto di Ematologia del S.Orsola, gli esponenti dell’eccellenza trapiantologica bolognese ed emiliano-romagnola, proprio il giorno successivo a quello della morte di Angelo Pierangeli, luminare della cardiochirurgia dell’Università di Bologna e del Policlinico S.Orsola-Malpighi: da Alessandro Nanni Costa (direttore CNT) a Lorenza Ridolfi (direttore CRT Emilia-Romagna), e poi Giorgio Feliciangeli (trapianto di rene), Giorgio Arpesella (trapianto di cuore), Antonio Daniele Pinna (trapianto di fegato e multiorgano), Giuseppe Bandini (trapianto di cellule staminali emopoietiche), Luigi Fontana (trapianto di cornee), Pier Maria Fornasari (trapianto di tessuto muscoloscheletrico), Pasqualepaolo Pagliaro (servizio trasfusionale). A tradurre in parole il pensiero di tutti è stato Gerardo Martinelli, direttore U.O. Anestesiologia e Rianimazione dello stesso Policlinico, che con grande commozione ha ricordato affettuosamente la figura dello Scomparso, e si è rivolto idealmente a Lui quasi a trattenerLo ancora un poco insieme ad amici e colleghi, dicendosi certo che Egli avrebbe voluto che il convegno si svolgesse normalmente. Ricchissimo il programma dell’evento che, con il nome “Giornata di sensibilizzazione alle donazioni”, comprendeva non soltanto i relatori suindicati, ma anche l’inaugurazione e la visita della casa d’accoglienza “Tetto Amico”, per familiari di pazienti trapiantati, realizzata in locali messi a disposizione dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna Policlinico S.Orsola-Malpighi, per la mobilitazione dell’ATCOM (Associazione Trapiantati di Cuore S.Orsola-Malpighi) e con l’importante contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Questi stessi erano in sostanza i promotori dell’iniziativa, rappresentati quindi al massimo livello: rispettivamente, il direttore generale Augusto Cavina, il presidente Giacinto Forcione, il presidente Marco Cammelli. Ma erano presenti numerose altre istituzioni sanitarie e della società civile, comprese le associazioni di volontariato che da anni collaborano con l’ATCOM, fra cui l’AIDO. Difficile, se non impossibile, sintetizzare l’immensa mole di informazioni scaturita dai vari interventi, che hanno messo in luce gli aspetti ed i risultati sia scientifici che organizzativi, e le prospettive, dell’attività trapiantologica locale e regionale. Indubbiamente, restano impressi nella mente soprattutto i dati di carattere generale del ‘sistema’, come l’importanza dell’attività in rete e il livello di qualità dei vari processi – rispetto alla recente direttiva europea, in virtù del lungo lavoro precedente l’Italia può dirsi già al 90% dell’applicazione, e l’Emilia-Romagna al 95% – che pongono il nostro Paese, ad esempio, al 3° posto per numero di donazioni (dopo Spagna e Francia), e al 1° posto per i trapianti di tessuti. Ma se teniamo presente che in Italia annualmente – a fronte di circa 1.100 donatori utilizzati – sono quantificabili in circa 1.000 i ‘silent donors’, cioè i donatori non segnalati, e che le opposizioni al prelievo da parte dei familiari sono oltre il 30%, si comprende quanto ancora ci sia da fare, in termini organizzativi e strutturali, ma anche per l’informazione e la sensibilizzazione dei cittadini.
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