AIDO Regionale Emilia-Romagna

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“SCUOLE: PALESTRE DI” … “AMBASCIATORI DEL DONO”

28/09/2010
Quale sfida più attuale per le associazioni ‘del dono’ FIDAS, AVIS, AIDO, ADMO e ADISCO, di quella di donare alle future generazioni il proprio patrimonio di valori, investendo sui giovani quali ambasciatori di cittadinanza attiva e responsabile, e promotori di solidarietà? “Avvicinare famiglia, scuola, comunità civile e mondo del volontariato con il suo patrimonio di valori vissuti e di conoscenza del prossimo, per diffondere, sin dalla scuola dell’infanzia e scuola primaria, il valore del rispetto dell’osservanza delle regole, della legalità, dei diritti e dei doveri, della convivenza civile, della cittadinanza e della costituzione…” recita l’Atto di Indirizzo del Ministro dell’Istruzione, del 2009, citato nel Protocollo d’Intesa fra Regione Emilia-Romagna, Ufficio Scolastico Regionale, AVIS Regionale Emilia-Romagna, che è stato rinnovato ufficialmente durante il seminario “Scuole: palestre di cittadinanza solidale” – tenutosi l’11 settembre a Bologna – con le firme ‘in diretta’ rispettivamente dell’Assessore regionale Scuola Patrizio Bianchi, del Direttore generale Marcello Limina, del Presidente Andrea Tieghi. È in sostanza la legittimazione delle cinque associazioni promotrici del progetto “GIOVANI AMBASCIATORI DEL DONO” ad impegnarsi, insieme alle scuole ed alle istituzioni, per creare contesti formativi in cui i ragazzi possano sviluppare le proprie attitudini e potenzialità, acquisendo competenze organizzative, relazionali, civili e sociali, e facendo esperienza diretta di diritti, doveri, gesti di solidarietà. E per dar subito corpo alle intenzioni, il seminario ha offerto ai partecipanti – oltre 120, di cui 20 insegnanti – alcuni contenuti concreti in termini formativi ed operativi. Grande attesa per il primo dei relatori Luciano Corradini – Università di Roma – responsabile della Commissione ministeriale per la sperimentazione dell’insegnamento “Cittadinanza e Costituzione”, che non ha deluso l’uditorio, guidandolo in un appassionante viaggio fra i principali articoli della nostra Carta. Ribadito che la diffusione della conoscenza del suo testo fu dichiarata come impegno inderogabile dagli stessi padri costituenti, Corradini ha esemplificato la profondità e nel contempo l’immediatezza dei principi fondanti, fra i quali spicca la centralità della persona, con i suoi bisogni e la sua inviolabile dignità – prima dello Stato e oltre lo Stato – come individuo e come membro di una collettività, per il bene della quale ogni cittadino ha il diritto di agire sia da singolo che in forma associata. Non meno stimolante l’esposizione di Damiano Felini – Università di Parma – che ha richiamato l’attenzione dei presenti sulle nuove forme di socializzazione della generazione ‘digitale’, delle quali bisogna necessariamente tenere conto, se non proprio familiarizzare con esse. Aprendo la sua pagina in Facebook, visualizzata sullo schermo alle sue spalle, il relatore ha sottolineato, fra l’altro, che occorre innanzi tutto superare il luogo comune assai diffuso nella generazione ‘non digitale’ – ampiamente rappresentata in sala, occorre dirlo – secondo il quale le amicizie coltivate in un social network sono meno reali di quelle ‘fisiche’. Ha concluso la mattinata Sonia Manaresi, responsabile Scuola di AVIS Regionale ed insegnante, approfondendo gli aspetti qualificanti del progetto “Giovani ambasciatori del dono” (sintetizzato nell’allegato): dall’idea di fondo – promuovere il protagonismo dei giovani nell’educazione fra pari –ai riferimenti normativi costituiti dal Protocollo d’Intesa regionale e dal Documento ministeriale sull’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”; dalla rete dei partner – associazioni di volontariato, scuole superiori, istituzioni regionali, ma soprattutto i giovani volontari e gli studenti – all’innovazione rappresentata dal riconoscimento del volontariato quale risorsa formativa. Nella breve sessione pomeridiana, i partecipanti si sono divisi in quattro gruppi di lavoro, per un più diretto scambio di vedute, e per una prima individuazione delle modalità operative destinate a dar vita al progetto. E nella conclusione in riunione plenaria, riaffermata la necessità di mobilitare maggiormente i docenti, pur con sfumature diverse tutti hanno convenuto che la strada sarà forse in salita, ma che la sfida è assolutamente da giocare. Ora occorre rimboccarsi le maniche, soprattutto da parte delle strutture associative provinciali, che mai come in questo progetto costituiscono uno snodo fondamentale per il successo.
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