AIDO Regionale Emilia-Romagna

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“DEVOIR HUMAIN ET DROIT DE L’HOMME”

19/10/2010
Difficile trovare uno slogan più efficace e veritiero di questo, contenuto nel titolo del 33° Congresso Nazionale di France ADOT che traduciamo letteralmente così: “Donazione di organi Francia/Europa – Dovere umano e diritto dell’uomo”. È doveroso un passo indietro. Nell’ambito del progetto “Radici e orizzonti”, realizzato da ADMO AIDO AVIS e FIDAS Regionali insieme al Centro di Servizi per il Volontariato in Parma “Forum Solidarietà”, era stata effettuata nel 2009 una indagine conoscitiva del volontariato ‘del dono’ nei Paesi dell’Unione Europea, mirata ad individuare le realtà nazionali di eccellenza nelle tre tipologie: dono del sangue, del midollo osseo, degli organi. Secondo i parametri fissati dalla ricerca, riguardo a donazione e trapianto di organi e tessuti la Francia era risultata la Nazione con i traguardi più alti all’attivo. E la presidente nazionale di France ADOT (Federazione delle Associazioni per il Dono di Organi e Tessuti umani) Marie-Claire Paulet, aveva partecipato come relatore al convegno conclusivo, tenutosi a Bologna il 20 febbraio 2010 con il titolo “Realtà e orizzonti del dono in Europa”, per presentare personalmente la situazione del suo Paese, soprattutto dal punto di vista del volontariato. Per ragioni evidenti, soprattutto gli esponenti dell’AIDO erano stati vicini alla signora Paulet durante la sua permanenza a Bologna. E l’AIDO Regionale ha restituito la visita alla organizzazione ‘cugina’, con la partecipazione di un componente della Giunta di Presidenza al suo Congresso 2010, tenutosi nei giorni 2 e 3 ottobre. Esperienza davvero fuori del comune, per tanti motivi. Cominciamo col dire che per France ADOT il termine “congresso” non è sinonimo di “assemblea”: si tratta di un appuntamento annuale di contenuto scientifico, che esplora via via i molteplici aspetti della donazione e del trapianto di organi – etici, sanitari, legislativi, organizzativi, ecc. – e ne fa un momento formativo-informativo di grande spessore per i dirigenti/attivisti delle associazioni territoriali; queste ultime sono costituite in quasi tutti i Dipartimenti, cioè le circoscrizioni amministrative, assimilabili alle nostre Province, che sono in numero di cento comprese le quattro d’Oltremare. Le ADOT Dipartimentali sono contraddistinte sostanzialmente da un numero, lo stesso che individua il Dipartimento corrispondente; nello specifico, eravamo nella città di Rodez – Dipartimento Aveyron, Regione Midi-Pyrénées – e ‘padrona di casa’ era l’associazione France ADOT 12. Imponente lo sforzo logistico: il congresso si svolgeva nell’Anfiteatro, una sorta di palazzetto dello sport attrezzato anche per eventi culturali, a pianta quadrata e dotato di tribune su due lati opposti. Suddiviso per l’occasione in due parti, tramite alti pannelli posti più o meno al centro del parterre, in una porzione si svolgevano i lavori, mentre l’altra ospitava il servizio ristorante per i quasi 300 volontari presenti. Ma ciò che ha colpito di più è stata l’articolazione stessa dei lavori, caratterizzata dal susseguirsi di cinque tavole rotonde su diversi argomenti, ciascuna con non più di quattro relatori, seguite da interventi del pubblico: scelta assolutamente vincente, che ha catturato e trattenuto l’attenzione dei presenti per un giorno e mezzo, certamente per l’interesse dei temi in discussione e per il livello dei relatori – venti all’incirca quelli che si sono avvicendati – ma in buona misura anche per le capacità del moderatore, un giornalista assai preparato e dotato di grande comunicativa, che ha saputo valorizzare al massimo la formula. La prima sessione – dopo i saluti delle autorità – è stata la più vivace e coinvolgente. L’argomento in discussione “Politiche della Salute in Europa – Situazioni locali (quadro giuridico, legislativo e sanitario)” non sembrava così avvincente sulla carta, ma ben presto il confronto si è focalizzato sul dispositivo maggiormente dibattuto oggi in Francia riguardo al prelievo degli organi dopo la morte, cioè il consenso presunto del potenziale donatore. In sintesi, la legge sulla Bioetica riconosce l’inviolabilità solo della volontà negativa espressa con l’iscrizione al Registro nazionale dei Dinieghi; in mancanza di qualsivoglia dichiarazione, si presume il consenso, ma nella pratica la decisione è demandata alla famiglia del defunto. Da notare – e qui è il nocciolo della questione – che non esiste uno strumento di legittimazione del consenso esplicito; infatti, la “Carta del Donatore”, pure distribuita in centinaia di migliaia di esemplari da ADOT, anche tramite il sito web (www.france-adot.org), ha solo un valore morale, di testimonianza verso i congiunti. Le posizioni messe animatamente in campo sono state ovviamente quella di chi sostiene che l’attuale criterio del consenso presunto salvaguardi sufficientemente i diritti sia del donatore che del ricevente, e quella di chi si batte per una revisione della legge che riconosca validità legale anche alla dichiarazione di volontà positiva, come la medesima France ADOT, per le stesse ragioni propugnate dalla nostra associazione quando sottolinea la necessità di decidere per sé stessi in vita. Sullo sfondo le cifre, non tranquillizzanti: nel 2009 oltre 4.500 sono stati i trapianti effettuati in Francia – in Italia poco più di 3.100 – ma anche i pazienti in lista d’attesa sono purtroppo più numerosi, essendo circa 15.000 a fronte dei nostri 9.000 e più. È stata poi la volta di “Donazione di organi, donazione incrociata: altruismo ed etica”, prolusione di una esponente dell’Agenzia di Biomedicina, seguita da un confronto a riguardo dell’effetto sul terreno. Ultima della giornata di sabato è stata la tavola rotonda su “La remunerazione del dono è risolvibile nell’ambito di una politica europea della salute?”, che ha coinvolto come le precedenti anche rappresentanti di altri Paesi europei. Nella mattinata di domenica si è discusso invece di “Donazione di sangue, di midollo osseo, di organi: un anno dopo la Grande Causa Nazionale, per quale impatto?”; e infine di “Dono di vita: la parola delle religioni”. Quasi in chiusura, nello spazio riservato alle associazioni amiche, ha preso la parola (in francese!) anche la rappresentante di AIDO Emilia-Romagna, che dopo aver ripercorso brevemente le vicende che avevano portato all’incontro con la presidente nazionale di France ADOT, ha auspicato il proseguimento della collaborazione, anche con le altre associazioni emiliano-romagnole partecipi dei progetti regionali, e con la nostra nel suo complesso. E la ricorrenza dell’Anno Europeo del Volontariato, che cade nel 2011, potrebbe essere una bella occasione per concretizzare tale auspicio. Non sono mancati momenti squisitamente associativi, come la presentazione del nuovo logo – con esempi di utilizzo – ed una navigazione guidata nel sito web, in particolare per evidenziare le opportunità di implementazione da parte delle ADOT Dipartimentali; mentre nella serata di sabato è stato offerta ai partecipanti una cena di gala con spettacolo dal vivo. In conclusione, siamo certi che occorra continuare a rivolgere lo sguardo oltre confine: la conoscenza di realtà differenti è comunque un fattore di crescita culturale e di affinamento operativo, anche se alcune diversità dei contesti nazionali non rendono automaticamente importabili le soluzioni più efficaci. Nelle foto vediamo, dall’alto: i partecipanti a due delle cinque tavole rotonde, il Consiglio d’Amministrazione di France ADOT (la presidente Marie-Claire Paulet è la prima a destra), una panoramica dell’uditorio.
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