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PARMA: IL PROGETTO “MILLE PATRIE” INIZIA IL SUO CAMMINO

29/10/2010
L’Assessorato Politiche Sociali, Volontariato e Associazionismo, Pari Opportunità della Provincia di Parma ha ospitato – il 20 ottobre – l’incontro di avvio del progetto “Le mille patrie – Il diritto di donare”, nato dalla collaborazione di molti soggetti: in prima fila AIDO Provinciale Parma, ADISCO Regionale e ADMO Regionale, e poi la Provincia di Parma, i Comuni capoluogo dei Distretti sanitari, le Aziende Sanitarie (Usl e Ospedaliero-Universitaria), l’Università, l’Ufficio Scolastico Provinciale, la Diocesi, l’Ordine dei Medici e infine l’ANED (Associazione Nazionale EmoDializzati), con il supporto del Centro di Servizio per il Volontariato in Parma “Forum Solidarietà”. Momento non formale ma sostanziale – nell’ambito del Coordinamento provinciale in materia di immigrazione e intercultura – avente come scopo principale la presentazione del progetto alle associazioni di volontariato e promozione sociale, composte prevalentemente da cittadini stranieri, esistenti nel territorio della provincia, la cui collaborazione è essenziale per la riuscita del progetto stesso. Assente per motivi di salute l’assessore Marcella Saccani, gli ‘onori di casa’ sono stati fatti dal funzionario Norina Vincenzi, con le colleghe Fabrizia Dalcò e Alessia Frangipane, e dal presidente AIDO Provinciale Parma Stefano Cresci, per conto delle organizzazioni di volontariato promotrici. A lui è toccato il compito di illustrare le quattro fasi del progetto: 1) “la conoscenza reciproca”, attraverso incontri con i responsabili delle associazioni di immigrati – per aree geografico-culturali di provenienza – al fine di rilevare innanzi tutto il grado di conoscenze sul tema della donazione di organi, tessuti, midollo osseo e sangue da cordone ombelicale, nonché sui relativi trapianti; 2) sulla base degli elementi acquisiti, si metterà a punto “l’informazione e la sensibilizzazione” verso le varie comunità di immigrati, da attuare tramite riunioni territoriali aperte a tutta la popolazione, in cui saranno trattati non solo i temi specifici ma soprattutto i valori della solidarietà e della responsabilità civile, testimoniati dal volontariato locale; 3) dalla valutazione degli incontri, e dall’analisi e selezione del materiale fotografico e documentale, nascerà un opuscolo multilingue che attesti “i passaggi di una scelta consapevole”, da distribuire capillarmente alle associazioni di immigrati del territorio e nei punti informativi dell’Azienda Usl; 4) la conclusione pubblica del progetto avverrà nella Festa Multiculturale di Collecchio (giugno 2011), per condividere con la cittadinanza il percorso compiuto ed esaltare l’efficacia della sinergia fra soggetti diversi – “Mille patrie, mille colori” – mirata alla promozione di importanti valori quali integrazione e solidarietà. Il progetto è stato accolto con grande attenzione, dai circa venti rappresentanti di associazioni di stranieri, ma anche con una certa sorpresa, e forse con un filo di incredulità: per la delicatezza dei temi trattati, che può essere un ostacolo difficilmente superabile in alcuni ambiti culturali, e per la quotidianità emarginante vissuta da molti immigrati, ma soprattutto, positivamente, per l’ottica dell’approccio, che sollecita una partecipazione attiva a valori condivisi dalla collettività ed al soddisfacimento dei suoi bisogni – senza distinzione di ‘colori’ – come strumento di vera integrazione. Indubbiamente è stata importante la cornice istituzionale dell’incontro, indetto anche per avanzare, sempre per conto dell’assessore Saccani, la proposta di costituzione di gruppi di lavoro su temi specifici – salute, differenza di genere, associazionismo e volontariato – pure essi finalizzati a creare delle opportunità di concreta partecipazione al miglioramento delle condizioni di vita della propria comunità, e quindi dell’intera collettività. Il “Mille patrie” ha cominciato così il suo cammino di progetto ‘pilota’ in Regione – preso atto che proprio nella confinante provincia di Reggio Emilia è stata lanciata una iniziativa simile per ambito, ma con connotazioni organizzative diverse – e forse in Italia. La maggior parte del suo sviluppo avverrà nel 2011, dichiarato ufficialmente “Anno Europeo del Volontariato", e per i soggetti promotori questa è più di una fortunata coincidenza.
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