AIDO Provinciale Alessandria

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IL CUORE SULL’ALBERO.

22/11/2010
All’ Asilo c’era un gran fermento. Si avvicinava il 16 dicembre, giorno d’inizio della Novena in preparazione al S. Natale. Le maestre già da un mese istruivano i bambini per la recita natalizia , per la rappresentazione del lieto evento di Betlemme. I pastori, numerosi, con bastoni, caldeline, ceste, formaggette, rivestiti di un bel crespo bianco – finta pelliccia di pecora – le contadinelle con i grembiuli variopinti, i fazzoletti in testa, gli scialletti sulle spalle e grosse zoccole che accompagnavano e cadenzavano i passi. Maria e Giuseppe spesso venivano sostituiti, a turno, a causa dei malanni di stagione. La recita impegnava i più…grandi, quelli di cinque anni. I piccoli, tanti angioletti multicolori, con brillanti aureole di stagnola e ali tremolanti facevano da sfondo e animavano cori quasi angelici. Accanto al sacro…il profano: un bell’albero finto abete pieno di ornamenti di ogni tipo, la maggior parte opera di tutti i bimbi che da un mese, coloravano ed incollavano nobilitando le cose più comuni. Attorno molti doni che la provvidenza aveva fatto portare da tanti persone amiche: bambolotti, trenini, libri da colorare, matite, peluche di ogni tipo, grandi e piccoli. Intorno all’albero facevano tutti bella mostra: alcuni si vedevano, altri erano stati impacchettati per benino, proprio per garantire la sorpresa. L’asilo, frequentatissimo è…multietnico; i bambini arrivano da ogni parte d’Italia…e del mondo. I genitori sono venuti in questa città del Nord, come da sempre, in cerca di tante cose: lavoro, casa, sistemazione dignitosa…salute. Eh, sì, tra le tante famiglie una si era trasferita perché una bimba, la loro bimba, era bisognosa di cure: Asia, che anziché crescere, si indeboliva sempre più, pallida, con due labbra violacee, debole quasi disinteressata a tutto. Dopo aver consultato vari medici ed aver girato vari ospedali, il responso è sempre stato unanime: serve un cuore nuovo. I genitori avevano saputo che in questa città opera un famoso cardiochirurgo e allora, ecco pronta la decisione: “Intanto ci trapiantiamo noi!” decise il padre. La mamma, a casa, a curare Asia, con le sue crisi ahimè sempre più ricorrenti – ed il maschietto, Hassan, all’asilo, per un po’ di istruzione primaria e per garantirgli ore serene tra tanti bimbi della sua età. Hassan è un tipo sveglio, intelligente, vivace che ha ben compreso i problemi di casa sua, sebbene i genitori abbiano cercato in ogni modo di non parlarne davanti a lui e di non farsi accorgere di nulla. Ma Hassan vede bene come sono le altre bambine a scuola, ben diverse nel comportamento da sua sorella. Quando era nata, non era stato geloso, anzi era stato felice di avere anche lui una sorellina, come tanti suoi compagni. Egli sa che ad Asia serve un cuore e, ammirando l’albero, ha scorto, appeso in alto, quasi vicino alla punta con la stella, seminascosto dal ramo a fianco un bel cuore: grosso, rosso, brillante, che oscilla ad ogni soffio d’aria. I giochi in basso non lo interessano, ma…quel cuore, quel cuore per la sua sorellina Asia, sì! Ogni mattina, arrivando all’asilo, entrando nel salone, controlla che ci sia ancora, che nessuno lo abbia preso. “ É lì, intatto, rosso, luccicante. Che gran dono!” Il giorno tanto atteso, della recita, arriva. Quando dopo i canti, i balletti, la sacra rappresentazione, il piccolo rinfresco c’è la distribuzione dei doni da parte di un grande Re Magio, Hassan gli sussurra “No! No! Non voglio nulla. Io voglio quel bel cuore rosso là in alto! E’ per mia sorella!” Eccolo accontentato. Splendente di gioia, il suo volto un sorriso unico, gli occhi come due stelle Hassan prende il dono tra le mani, lo stringe al petto e vedendo i suoi genitori che stavano arrivando si precipita fuori incontro loro urlando: “ Ecco, ce l’ho io! Io ho il cuore per Asia! Voglio dare il cuore ad Asia!” La macchina frena, sì, ma tardi. Hassan si è parato davanti all’improvviso, impossibile evitarlo. “ Mamma, il cuore per Asia!” Un grande dolore ed una gioia ancora più grande: come sempre si fondono nella vita. In Asia vive Hassan, vive il suo dono, splende il suo sorriso, vive l’amore di un tenero fratellino, vive un cuore pieno di slanci vitali e d’altruismo. Prof.ssa Clara Irace
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