AIDO Provinciale Bari

www.aido.it/bari
« indietro

PERCHÉ PARLARE DI TRAPIANTI.

26/11/2010
Sconosciuto fino a sessant’anni fa, quando era considerato pura fantascienza, il trapianto di organi rappresenta una delle grandi conquiste della medicina moderna. Forse la più grande degli ultimi anni! Il trapianto è una terapia consolidata, spesso l’unica possibile per la cura di alcune patologie ma è anche l’unica che dipende da un gesto volontario e gratuito: “la donazione degli organi e dei tessuti dopo la morte”. Il trapianto, cioè la sostituzione di un organo non funzionante con un organo nuovo, è una efficace terapia per alcune gravi malattie che colpiscono gli organi o tessuti del corpo umano e che non sono curabili in altro modo. Decidere di donare i propri organi e tessuti, dopo la morte, è un gesto di grande generosità. Così facendo si dà ad un paziente, in molti casi in fin di vita, la possibilità di salvarsi o migliorare la qualità della sua vita. Significa soprattutto scegliere di vivere in una società dove il trapianto sia una opportunità terapeutica concreta. Ognuno di noi potrebbe aver bisogno, un giorno, di essere curato con un trapianto. La donazione di organi può avvenire soltanto in seguito a diagnosi di morte cerebrale se il soggetto ha espresso in vita la volontà a diventare donatore o se si riceve il consenso al prelievo da parte dei familiari. L’atto della donazione quindi rappresenta la massima espressione della solidarietà umana in quanto restituisce la vita attraverso il dono personale di una parte di sè. Prevedere la possibilità di donare i propri organi, comunicare questa volontà ai propri cari, è un gesto di altruismo e di civiltà, una cautela da adottare esattamente come quando si fa testamento, nei momenti in cui ci sembra che questa possibilità sia ben di là da venire. La vita è pur sempre uno dei più grandi miracoli, ma anche uno dei più grandi misteri del Creato. Dono meraviglioso, essa appartiene all’uomo affinché ne disponga nel migliore dei modi e tra questi c’è, indiscutibilmente, la possibilità di fare dono della propria vita anche dopo che essa cessa il suo percorso terreno. Appunto attraverso la donazione degli organi. Un gesto la cui nobiltà profonda ha, tra i tanti, il compito di ricordare che, se l’uomo non può farsi Dio, è però stato creato per agire in funzione di un progetto più grande di lui. E in questo progetto rientra anche la possibilità di far “proseguire” le esistenze altrui. L’impegno verso l’Uomo e la Società non deve essere soltanto un bel sogno ma la certezza di realizzare qualcosa di concreto a beneficio della stessa società. Educare alla donazione degli organi, dei tessuti e del sangue placentare, significa professare ”l’Etica della solidarietà”. In questa riscoperta del grande valore della Solidarietà l’A.I.D.O. - Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule, rappresenta un modello trainante, portando il problema nella Società, nei Posti di Lavoro, nella Scuola con un programma di educazione che, oltre a focalizzare l’attenzione sull’atto medico o il trionfo della tecnologia, incentra i riflettori sul valore etico e sociale della donazioni, a scopo terapeutico. Un particolare impegno è stato messo in campo dal Gruppo Comunale di Bari che, dopo alcuni anni di assenza, si sta rendendo protagonista di numerose iniziative. Il nuovo Gruppo, infatti, con lo stimolo e la collaborazione del Centro Regionale Trapianti diretto dal professore Francesco Paolo Schena, è impegnato in una importante campagna di sensibilizzazione poiché l’attuale contesto regionale attesta un 40% di oppositori alla donazione con circa 1.000 persone in attesa di un trapianto di organi. Numeri che fanno rabbrividire se si pensa che, nella maggior parte dei casi, il rifiuto a donare è dovuto a non conoscenza, a vecchi pregiudizi delle generazioni più adulte. Ed anche a tendenziali disinformazioni. Bisogna dunque agire, oltre che con la mente, soprattutto con il cuore, perché solo l’amore per il prossimo, e in special modo per quello che soffre, può indicarci la via più giusta da seguire. Gli uomini acquistano maggiore consapevolezza del ruolo di esseri liberi quando si insegna loro la verità, la natura delle cose. Questo il compito che l’A.I.D.O. si prefigge: trasmettere la ”verità” per consentire ad ognuno di esercitare il ”libero arbitrio”, all’insegna della solidarietà e nel rispetto di certi immutabili valori. (Vito Scarola, Presidente del Gruppo Comunale Bari “ Giuseppe Grimaudo”)
torna su