AIDO Provinciale Roma

www.aido.it/roma__provinciale_
« indietro

TI VOGLIO DONARE A POMEZIA

20/12/2010
Non è certamente l’immagine di ragazzi disinteressati al senso civico e alla solidarietà sociale quella che è emersa al termine dei 27 interventi informativi su donazione e trapianto che il Gruppo Intercomunale AIDO di Pomezia e Ardea – con la preziosa collaborazione del responsabile del coordinamento prelievi e trapianti della ASL Roma H, Dott. Ambrosini – ha erogato, a ottobre e novembre, a 848 studenti delle ultime due classi del Liceo Classico e Scientifico e degli Istituti Tecnico, Professionale e d’Arte di Pomezia. Tutt’altro: l’ineccepibile condotta, l’interesse mostrato, il coinvolgimento emotivo, le pertinenti e quasi mai banali domande, ci hanno fatto percepire, in questi ragazzi, la presenza di una sensibilità che molte volte, oscurati da pregiudizi e da banali generalizzazioni, noi adulti cosiddetti “maturi” stentiamo o non riusciamo a vedere. Anche se i nostri interventi erano stati preceduti dalle solite raccomandazioni dei presidi e dei professori – peraltro encomiabili anche per ciò che ha riguardato l’organizzazione – e da una loro utilissima opera di pre-sensibilizzazione, il primo giorno avevamo qualche timore che le due ore continuative, programmate per ogni incontro, potessero man mano portare ad un fisiologico calo della concentrazione e produrre qualche effetto negativo sull’efficacia della comunicazione. Così però non è stato e le tecniche diverse con cui è stata esposta la tematica (presentazione di slides, DVD, esposizione verbale, filmato – vedi in calce l’articolazione di ogni intervento – ) hanno certamente contribuito a catturare nuovamente l’attenzione quando essa rischiava di disperdersi. Una misura quantitativa sull’efficacia degli interventi l’abbiamo rilevata dall’elaborazione delle risposte date ai quesiti del questionario, prima e dopo ogni incontro, dagli 848 studenti. In sintesi, i risultati – di cui pubblicheremo un dettagliato rapporto – hanno evidenziato un accrescimento della conoscenza di circa il 30% e un deciso incremento della sensibilità alla donazione. In particolare, al termine degli incontri gli studenti hanno risposto correttamente a 9 domande (in media) su 10 e il 94,9% si è espresso favorevolmente alla donazione (l’ 1,4% non ha risposto e solo il 3,7% si è detto in disaccordo). Un altro positivo riscontro riguarda il seguito dato alla nostra iniziativa da parte di alcuni insegnanti di lettere, che hanno fatto svolgere un tema in classe sulla donazione, e quanto alcuni ragazzi hanno veicolato, attraverso i giornalini scolastici, verso i colleghi più giovani che non hanno partecipato agli incontri. Le considerazioni di Alberto ci hanno particolarmente colpito e, come ulteriore spunto di riflessione su come questi giovani possano a volte sorprenderci e stupirci, le riportiamo integralmente: “ … … C’è però da riflettere sul gesto umano in quanto dono, perché se è vero che equivale ad accendere la speranza in un’altra vita e ad alleviare il dolore insopportabile di un’altra famiglia, bisogna comunque pensare a coloro a cui verranno sottratti gli organi dal corpo esanime, il quale verrà sotterrato “imperfetto”, e a ciò che questo gesto potrà provocare tra gli affetti più cari. Anche se ovviamente un atto del genere è degno di lodi, non tutti concepiscono le cose in modo univoco. Non c’è da sorprendersi quindi se ancora vi è diffidenza da parte di alcuni, anche se per ingenuità o per la superficialità con cui si è affrontato il più delle volte l’argomento, qualora sia stato affrontato, o ancora per chi sente il corpo come parte sacra del proprio essere. Un altro fattore che crea forti difficoltà nell’abbracciare l’idea di essere donatori di organi potrebbe essere il fatto che faccia pensare alla propria morte, in una società in cui si cerca di allontanarla il più possibile. Decidere se donare i propri organi ci pone a ragionare prepotentemente sulla fine della nostra esistenza. Ma per quanto ci possa spaventare o impressionare, per vivere in modo pieno la nostra vita non dobbiamo aver timore della morte. Bisogna intenderla per ciò che effettivamente è, l’ultima tappa di un grande percorso. Il capitolo finale di una storia che porta il nostro nome scritto sopra e, tra le pagine, i migliaia di sorrisi e pianti fatti, le frasi dette, e le persone che ci sono state vicino. Anche se questa piccola grande storia dovrà finire, niente ci vieta di chiuderla in bellezza: con un dono. Un nobile gesto perché è l’essenza della generosità, regalare la possibilità ad un’altra persona di continuare a scrivere la sua storia, la possibilità di ridere o di piangere e di completare la sua “ opera “ come sogna. Regalare l’occasione di emozionarsi di nuovo. Questo dono è anonimo e senza fini di lucro, per cui è il regalo più puro che si possa offrire. Ed è incredibile quanto si possa fare per una o più persone, donando ciò che a noi non servirà più, e i ringraziamenti di chi si è salvato grazie a un gesto del genere non finiranno mai. Ovviamente la scelta rimane difficile e personale, ma l’invito che l’A.I.D.O. fa è quello di riflettervi e di parlarne, tranquillamente ma con la consapevolezza di essere un motivo in più di speranza per tante persone che se la meritano veramente . Angelo Iurilli Presidente del Gruppo Intercomunale A.I.D.O. di Pomezia e Ardea (pomezia@aido.it) In allegato l'articolazione dettagliata degli interventi formativi.
torna su