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Donazione di organi e trapianto: prospettive future di un gesto solidale

08/11/2016

Un’occasione di riflessione davvero significativa quella rappresentata dalla conferenza pubblica tenuta a Forlì venerdì scorso presso l’hotel Best Western Globus City.  L’evento, organizzato dalla sezione AIDO Pluricomunale in  collaborazione con le altre associazioni del Dono presenti nel territorio (ADMO, AFMF, AIL , ANED e AVIS), è stato condotto da Mirco Bresciani, Presidente della locale sezione AIDO il quale, dopo i saluti e i ringraziamenti di rito, ha introdotto gli interventi iniziali di Leonardo Belli, Presidente Centro Servizi per il Volontariato di Forlì-Cesena (Ass.I.Pro.V.), e del dott. Davide Drei, Sindaco di Forlì e Presidente della Provincia di Forlì-Cesena. Sono quindi intervenuti in qualità di relatori il dott. Stefano Bosetti, Direttore Medico dei Presidi Ospedalieri AUSL Romagna, il dott. Giovanni Mosconi, Direttore Unità Operativa Nefrologia e Dialisi degli ospedali di Forlì e di Cesena, il dott. Paolo Zoffoli, Consigliere Regionale Emilia Romagna e Presidente Commissione Politiche per la Salute e Politiche Sociali, la dott.ssa Maria Teresa Montella, Responsabile Servizio Assistenza Ospedaliera Regione Emilia Romagna, il dott. Alessandro Nanni Costa, Direttore del Centro Nazionale Trapianti e, a conclusione, la dott.ssa Flavia Petrin, Presidente Nazionale AIDO.

Difficile in questa sede sintetizzare a dovere gli interventi chiari, esaurienti e approfonditi che hanno arricchito l’evento ed hanno toccato vari aspetti delle problematiche legate alla complessa ed articolata realtà dei trapianti. Si è parlato del significato della cultura del Dono, del valore del volontariato e dell’importanza del supporto politico. Molto interessanti le relazioni dei medici che hanno fornito completa descrizione del percorso del trapianto a partire dall’accertamento di morte cerebrale, con una chiara presentazione della complessità del processo di donazione e di trapianto e la puntualizzazione delle problematiche legate ai trapianti come, per esempio, il rapporto con i familiari del deceduto. Incoraggianti i numeri forniti che dimostrano come l’Italia sia tra i primi posti in Europa in tema di donazioni e trapianti. Si è sottolineata, inoltre, la fondamentale esigenza di supporto organizzativo, di coordinamento e di informazione, ed è stata ribadita la necessità di lavorare sull’innovazione e sul miglioramento per il quale è indispensabile anche la formazione dei volontari per un’attività di ampia sensibilizzazione e di adeguata informazione rivolta ai cittadini e con l’obiettivo di favorire  una scelta consapevole e libera che sconfigga ogni forma di indifferenza. L’iniziativa “Una scelta in Comune”, di cui si è parlato, è la dimostrazione di come il volontariato sia basilare nella mediazione tra cittadinanza e scelta di diventare potenziali donatori.

É stato affermato che “solo se c’è una buona comunicazione avremo donazioni” e ”senza donazioni non ci sono trapianti”: è inutile aggiungere che per i pazienti in lista di attesa il termine “trapianto” è sinonimo di “speranza” e di “vita”.

In un’ottica di speranza, si è illustrata anche la situazione di alcuni trapiantati tornati ad una vita normale e a questo proposito, è stato presentato il programma “Trapianto e adesso sport” in cui l’attività fisica è considerata “un nuovo farmaco”.  Sono stati ringraziati, infine, i familiari di tre donatori per avere autorizzato il prelievo di organi dei loro cari.

Durante il convegno si è sottolineata più volte la valenza delle Associazioni di volontariato e del loro impegno nella diffusione della “cultura del Dono” anche come promozione di cittadinanza attiva espressa nella realtà delle Associazioni del Dono, nel collegamento tra Associazioni di volontariato e le strutture sanitarie locali e tra le Associazioni stesse. A conclusione di questa breve sintesi i ringraziamenti doverosi vanno agli organizzatori del convegno e ai relatori non solo per la competenza e la disponibilità dimostrate ma soprattutto per avere rafforzato le motivazioni per le quali i volontari delle Associazioni del Dono hanno deciso di dedicare agli altri una parte del loro tempo e delle loro energie.

Flavia Rambelli

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