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Razzoli campione olimpico e campione di solidarietà.

10/01/2011
Campione olimpico e campione di solidarietà. Così lo sciatore Giuliano Razzoli, medaglia d’oro in slalom ai Giochi di Vancouver 2010, è stato definito il 28 dicembre scorso a Trento nella cerimonia di consegna della prima edizione del “Sport e Solidarietà” destinato a premiare atleti, dirigenti, associazioni e, più in generale, realtà sportive impegnate nella promozione degli aspetti umani e sociali legati alla donazione di organi. A promuovere il premio sono stati la Ciaspolada (principale evento popolare sulla neve d’Italia, in programma il prossimo 6 gennaio in val di Non per la 39/a volta) e l’A.I.D.O. (Associazione italiana per la donazione di organi,tessuti e cellule). I presidenti Gianni Holzknechet e Luca Pontalti, con Mario Magnani, hanno consegnato al campione emiliano il “Melo – Albero della conoscenza” quale riconoscimento “per le sue prestazioni atletiche e virtù civili”. Il premio Sport e Solidarietà 2011 intende riconoscere i meriti non solo sportivi ma altresì umani del giovane atleta emiliano, già “esempio per le qualità morali, per la promozione di valori positivi che condividiamo e che rendono la nostra società, appunto, civile”. Pontalti ha ricordato come tutta l’attività A.I.D.O. si basi sul volontariato, che è presente nel Dna della popolazione trentina. Ha poi sottolineato come non esista limite di età alle donazioni, citando il caso di un trentino di 87 anni che ha donato le cornee e due reni. L’ex assessore alla Sanità del Trentino Mario Magnani, oggi responsabile A.I.D.O. della Val di Non, ha paragonato la forza di volontà di Giuliano Razzoli, capace nella sua carriera di superare molte difficoltà, anche fisiche, al percorso di un paziente che attende un nuovo organo per riprendere a vivere e raggiungere la propria vittoria personale. Gianni Holzknecht (presidente Ciaspolada), ha citato il curioso episodio di Vancouver. “Mentre Giuliano vinceva l’oro olimpico i nostri atleti dominavano, sull’altro versante della montagna, la gara dimostrativa con le ciaspole voluta dal C.O. delle Olimpiadi con la presenza di concorrenti di Svizzera, Francia, Finlandia e Italia. La sera abbiamo festeggiato la doppia vittoria tutti assieme a Casa Italia e il giorno dopo – ha detto consegnando all’azzurro la fotografia – abbiamo festeggiato in centro prima della finale olimpica dell’hockey su ghiaccio”. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri. il Commissario del Governo Squarcina, l’assessore provinciale Franco Panizza, l’assessore della Comunità val di Non Ivan Battan, i presidente del Coni Torgler e della Fisi Dalpez. Commovente il saluto di Razzoli a Erminio Rigos, trapiantato trentino che gareggerà ai Mondiali di sci della categoria a Lenzerheide, in Svizzera. “L’anno scorso vi ho vinto l’ultima gara della stagione, cancellando un periodo nero – ha detto l’azzurro -. Di sicuro, vedrai, ti porterà fortuna”. Un saluto anche dal giornalista veneto Renato Angonese, specializzato in sport e sci, trapiantato di rene, che ha consegnato a Razzoli e a Pontalti la sciarpa dell’Aned (Associazione Nazionale Emodializzati, Dialisi e Trapianto).
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