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RICORDANDO GIAMPAOLI: CI MANCA DA UN ANNO

21/02/2011
Al dolore, immenso, si unisce la rabbia. So bene che le Persone vanno amate e onorate in vita... però non poter accompagnare Giampaolo, il nostro Giampaoli, nel suo ultimo viaggio – impossibile rimandare un appuntamento preso da settimane – mi sembrò un’ingiustizia. Giampaoli è un pezzo della mia vita, forse la parte migliore della mia gioventù, quando imparavo a dare concretezza ad ideali che troppo spesso sono semplici velleità o un modo di sentirsi buoni a poco prezzo. Giampaoli era l’eccesso fatto regola, l’opposizione fatta proposta, l’intelligenza travestita da intemperanza, la razionalità fatta passione. È stato semplicemente geniale per la sua capacità di definire obiettivi e perseguirli con caparbia tenacia. Forse non è stato un buon maestro, perché quando i maestri sono buoni, gli allievi li superano... o forse gli allievi non hanno saputo superarlo perché è stato molto più di un eccellente maestro. E ricordo che quando l’ho conosciuto, aveva già i capelli bianchi... da oltre 30 anni era fra i grandi... e forse anche per questo ci eravamo abituati a considerarlo eterno. Eterno rimarrà, perché non c’è una mia sola azione, fra quelle che mi fanno sentire un marziano consapevole di essere comunque sulla giusta via, che non mi faccia pensare a Giampaoli. Quante volte mi sono sentito immensamente angosciato, solo contro tutti... ma lui avrebbe fatto così... e così si doveva fare: “Gabriele dammi retta: ascolta tutti, ma poi va avanti per la tua strada! E se hai sbagliato pagherai.. pagherai comunque!”. E cosa dire di quella sua incredibile capacità di arrabbiarsi contro chiunque e contro tutto, per poi, una volta calmato, sentirlo ridere di sé, quasi compatirsi e poi assolversi per quella sua incapacità di restare calmo di fronte alle ingiustizie. Giampaoli era una bella Persona, capace di terribile sfuriate, che poi addolciva quando si rendeva conto di avere spaventato qualcuno... soprattutto noi, sempre con il timore che gli succedesse qualcosa. Alcuni lo ricordano come ‘il rosso’, sia per i bellissimi maglioni che spesso indossava ma, credo, soprattutto per quel suo diventare rosso fiammante, fiammeggiante incendiario quando si infervorava. In più occasioni, quando eravamo insieme in Consiglio nazionale, mi ritrovavo a pestargli il piede di sotto il tavolo per fermarlo... e lui abbassava la testa e mormorava: “Scusa scusa... è che mi viene così.... grazie!”. E in più occasioni mi sono ritrovato a dire a me stesso: “Ma chi sei tu, ragazzino presuntuoso, che richiami all’ordine Giampaoli? Questo ti può insegnare tutto, e tu lo zittisci?”. Quanta nostalgia! E come non ricordare quel suo inconfondibile essere manesco... dagli incontri con Giampaoli dovevo sempre difendermi... un suo abbraccio poteva farti male se non ti trovava pronto... Frasi fatte, di cui non mi vergogno: era veramente un gentiluomo d’altri tempi, un idealista infuocato, innamorato della Vita, di quella Vita che aveva saputo rendere migliore per tutti. Il nostro Giampaoli non è morto... in India hanno un bellissimo modo di dire: “Tutto ciò che la tigre mangia, diventa tigre”; e lui si era nutrito di idealità, passione, intelligenza, studio, amore, altruismo... che lo avevano portato ad essere veramente feroce contro l’ingiustizia. Forse è un bene che io non abbia potuto essere presente alle esequie. Spesso, quando passavo da Parma, mi trovavo a pensare: “Cosa starà facendo Giampaoli? Sarebbe bello incontrarlo, ma non si può fare un saluto di corsa... con Giampaoli bisogna prendersela comoda, lasciarlo andare, provare a trattenerlo... e poi cercare di inseguirlo per riprenderlo...”. È bene che io non abbia visto quella cassa in cui non c’era nulla se non un corpo. Continuo a passare da Parma e a ripetermi... chissà cosa starà tramando il nostro Giampaoli... (Già presidente dell’AIDO Regionale e presidente della Sezione provinciale di Parma, nonché consigliere nazionale, il cavalier Giampaolo Giampaoli è deceduto il 20 febbraio 2010.)
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