AIDO Provinciale Caserta

www.aido.it/caserta__provinciale_
« indietro

Prelievo multiorgano a Piedimonte Matese

02/10/2017

Il nostro territorio ancora una volta sale alla cronaca per una storia di grande generosità, solidarietà, amore, condivisione, la famiglia della signora Maria Petrucci, ricoverata nel nosocomio di Piedimonte Matese e deceduta per morte cerebrale a causa di una emorragia cerebrale che l’ha colpita i giorni scorsi, hanno espresso al Primario del Reparto di Anestesia e Rianimazione dott. Giuseppe Casino, il consenso al prelievo degli organi della loro congiunta. E così ancora una volta la morte si trasforma in speranza di vita per coloro i quali, risultati compatibili ed in lista di attesa per un trapianto vita hanno ricevuto il cuore, il fegato, i reni le cornee della donatrice.

Il telefono della loro casa ha squillato ed una voce gli ha comunicato “abbiamo un organo compatibile per lei” ed allora la rete trapianti mette in moto la macchina organizzativa che vede impegnati oltre 130 professionisti tra medici, infermieri, tecnici, immunologi, biologi, autisti, Forze dell’Ordine, piloti, tutti uniti nell’unico intento di non rendere vano un dono di vita e realizzare la speranza di tornare a vivere di chi era in attesa da 3, 5, 7 anni di quella telefonata, che spesso non arriva e si muore in attesa di essere guariti con l’unica terapia possibile per loro, cioè un trapianto di un organo. Che non è un farmaco che si costruisce in laboratorio e si vende in farmacia ma è frutto di un dono concesso da una famiglia nel momento del dolore più profondo quello della perdita di un loro caro.

Consentitemi di dire un grazie a tutti coloro che rendono realizzabile una speranza, a volte trasformano l’impossibile in realtà. Uomini e donne della rete trapianti i cui nomi non conosceremo mai, ma con abnegazione portano a termine un processo che restituisce alla famiglia persone guarite finalmente felici, forse impaurite ma certamente con una voglia interiore di recuperare tutto il tempo perso, alcune delle quali prima vivevano ai margini della società.

Per queste persone che sopravvivevano in attesa di ricevere un organo inizia una nuova vita, possono tornare a sorridere, a lavorare, a progettare, si perché un donatore può moltiplicare la vita, immaginate una donna o un uomo che dopo il trapianto essi stessi danno la vita con la nascita di un figlio, tutto questo è il ciclo della vita che si compie, che non finisce con la morte.

Il consenso alla donazione degli organi deve rappresentare la estrinsecazione del concetto più ampio quello della cultura del dono di qualcosa di se agli altri, ognuno di noi quotidianamente può essere per il prossimo sofferente la speranza di una vita migliore, e  per se stesso una ragione di vita, diceva D’Annunzio:

“..io ho quello che ho donato”
 

Dott. Guglielmo Venditti, Consigliere Nazionale AIDO per la Campania e Presidente Gruppo Comunale AIDO “Liberato Venditti” di Piedimonte Matese 

torna su