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La qualità dei trapianti in Italia è la migliore a livello europeo (L'Unità - 26 Febbraio 2010).

26/02/2010
La donazione di ORGANI: Sorgente di salute per l'umanità. La cultura della donazione di organi è un aspetto da coltivare col massimo dell'attenzione, perché donare gli organi significa aiutare l'umanità e garantire il diritto alla salute. Il trapianto di organi oggi è un programma terapeutico consolidato, al quale i pazienti hanno diritto. La rete nazionale e quella toscana risponde a questa esigenza: la qualità dei trapianti è la migliore a livello europeo e sta anche aumentando il successo: mediamente, a 5 anni, il 75-85% dei casi. È una terapia che ridà un’ottima possibilità di vita. I pazienti che attualmente hanno bisogno di un organo in Italia, sono circa 9.700. I trapianti effettuati nel 2009 sono stati 3.164. Molto c'è quindi da fare per ridurre drasticamente le liste di attesa e per rispondere adeguatamente ai bisogni dei trapianti. Innanzi tutto c'è bisogno di una migliore gestione delle attività e delle strutture di prelievo e trapianto di organi tessuti e cellule e il modello organizzativo disegnato dall'Organizzazione Toscana Trapianti ne è un esempio. Infatti nel corso di un decennio la Regione Toscana, nell'attività di donazione e trapianto di organi e tessuti, è passata da fanalino di coda a regione leader del settore in Italia e in Europa. Attualmente con 46,8 donatori effettivi per milione di popolazione si colloca al vertice della classifica internazionale ( la Spagna è a 34,2, gli USA al26,3, l'Italia a 21,4). Ma è importante anche la partecipazione solidale della popolazione. Ognuno di noi dovrebbe porsi l'interrogativo: cosa posso fare per contribuire a risolvere il problema? La risposta a questa domanda è molto semplice: non rifiutare il prelievo degli organi e diffondere la cultura del trapianto. Immediatamente si può domandare: perché devo farlo? La risposta è una sola: per umana solidarietà. E sulla solidarietà occorre fare alcune precisazioni. La prima è che in ogni azione solidale c'è chi da e chi riceve. Quando stiamo bene pensiamo di dover sempre dare. E questo, a volte, ci infastidisce. Proviamo, ogni tanto, a metterci nelle condizioni di chi deve ricevere: è facile disquisire in modo astratto su morte encefalica, coma od altro se si sta bene, ma in che condizioni saremmo se dal trapianto dipendesse l'unica occasione di vita per noi o i nostri cari? E, ricordiamo che non possiamo prevedere il futuro e in questa situazione potremmo trovarci: gli altri, quelli che hanno bisogno, potremmo diventare noi. La seconda, riguarda la solidarietà che si esprime con la donazione in campo sanitario: sangue, midollo osseo, organi, tessuti. Permette di salvare vite umane, ma svolge anche l'importante ruolo di garantire alla gente il diritto alla salute. Non è una novità affermare che la salute è costosa. Farmaci, esami, visite specialistiche incidono sempre più sulla spesa delle famiglie. Molte cose, per fortuna, sono ancora gratuite. Nessuno di noi, ad esempio, ha mai avuto problemi di trasfusioni per interventi chirurgici o malattie. La solidarietà di milioni di donatori che continuamente mettono il loro sangue a disposizione di chi ne ha bisogno ci permette di disporre gratuitamente di questo importantissimo elemento. Lo stesso vale per il trapianto. Ma nonostante l'aumento delle donazioni registrato negli ultimi anni, attualmente non è possibile garantire un trapianto a tutti i pazienti in lista di attesa. Queste sono le motivazioni che dovrebbero spingerci a donare ed a diffondere la cultura del trapianto degli organi: garantire a tutti il diritto alla vita. Vincenzo Passarelli, Presidente Nazionale A.I.D.O In allegato il testo completo dell'articolo pubblicato sul quotidiano "L'Unità".
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