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Donazione organi, Campania in testa.
La parola a Guglielmo Venditti, AIDO

12/01/2018

Numeri da record sono quelli registrati nell'ambito delle donazioni di organi in Campania e incoraggianti anche i risultati relativi ai trapianti

Sono numeri da record quelli ottenuti dalla Regione Campania nella donazione di organi. Rispetto al 2016 è stato registrato un incremento del 20%, con un indice di donazioni per milioni di abitanti che passa dal 13,6% dell’anno scorso al 16,9 del 2017. Questo traguardo, a dir poco significativo, è dovuto anche all’eccellente lavoro svolto dalle Unità operative di Anestesia e Rianimazione dei principali Ospedali della Regione, in relazione al quale un apporto significativo viene fornito dall’espianto di organi in caso di incidenti gravi e patologie cerebrali.

Al Cardarelli, nosocomio capofila nell’ambito della Rianimazione, degna di lode è anche l’attività svolta dall’azienda ospedaliera universitaria Ruggi di Salerno (23 segnalazioni e 15 donazioni), dalla Casa di Cura Villa dei Fiori di Acerra. Incoraggianti anche i dati relativi all’Ospedale Santa Maria della Pietà di Nola, alla Fondazione evangelica Villa Betania di Napoli e ad Aversa. A questi straordinari traguardi si aggiungono quelli inerenti alle operazioni di trapianto (fegato, reni) realizzate con la massima professionalità dalle equipe mediche del Cardarelli, dei trapianti pediatrici del Monaldi.

Sulla donazione di organi, un importante stimolo viene dall’Associazione Italiana per laDonazione di Organi, Tessuti e Cellule (AIDO). Di seguito riportiamo il messaggio del dott. Guglielmo Venditti, consigliere nazionale AIDO e presidente AIDO di Piedimonte Matese.

«È il caso di dire che tanto si è fatto possiamo fare ancora di più noi singoli cittadini. Su 50milioni di italiani che possono esprimere la volontà positiva alla donazione di organi tessuti e cellule solo il 4% (circa 2 milioni) lo hanno fatto.  Eppure tanti sono donatori di sangue. Purtroppo ancora pochi sono i donatori di midollo. Si può essere donatori di organi (rene e fegato) sia in vita per un consanguineo, che post mortem, quando a noi non servono più. Forza amici non abbiate paura timore di dire sì alla vita, in fondo tutti amiamo la vita e tutti vorremmo che non finisse mai! Avete mai visto o incontrato una persona che ha ricevuto un trapianto? Io sì, tanti, e vedere nei suoi occhi la gioia della vita che è rinata, la voglia di dire grazie ad uno sconosciuto ad una famiglia che non ha assistito ad una vita che si spegne bensì ha dato speranza che una nuova vita possa rinascere. Il trend nazionale si conferma anche nella nostra regione. L’AIDO regionale plaude al risultato ottenuto frutto di una programmazione degli ultimi 4 anni che oggi vede la prosecuzione nel assicurare la possibilità dell’accertamento della morte cerebrale da parte di una commissione itinerante che raggiunge anche le rianimazioni dei piccoli ospedali dove insistono pazienti deceduti per morte cerebrale e che possano divenire potenziali donatori. Ed il nostro Ospedale nell’ultimo anno ha vissuto due momenti del genere. Quindi dobbiamo lavorare insieme istituzioni, associazioni e cittadini perché la cultura del dono e quindi della vita prevalga.»

(Clarusonline.it)

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