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LA DONAZIONE DEL SANGUE DEL CORDONE OMBELICALE

16/04/2011
… cioè “del sangue che rimane nel cordone ombelicale e nella placenta dopo la recisione del cordone ombelicale alla nascita. Questo sangue, che normalmente viene scartato assieme alla placenta, è la terza fonte, dopo il midollo osseo e il sangue periferico (cioè il sangue circolante nei vasi sanguigni), di cellule staminali emopoietiche, cellule che generano i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine, utili alla cura di malattie del sangue e del sistema immunitario.” Definizione chiara ed immediata, insomma. Ma le informazioni che circolano in proposito non sono tutte così chiare ed incontrovertibili: benvenuto quindi il convegno “Una vita per la vita”, realizzato il 26 marzo dalla Pubblica Assistenza Croce Verde Castelnovo ne’ Monti (RE). Il primo incarico di trasportare il sangue cordonale di una puerpera dell’ospedale locale, aveva suscitato l’interesse dell’Associazione per questa forma di donazione, fino alla decisione di lanciare una campagna mirata di sensibilizzazione, di cui il convegno è stato appunto l’evento clou. Parole certamente, ma soprattutto fatti, poiché l’impegno concreto della Croce Verde Castelnovo ne’ Monti sarà quello di offrire il trasporto gratuito alle donne impossibilitate a recarsi in ospedale per la visita precedente al parto, che determina l’idoneità alla donazione, e per la visita di controllo dopo sei/dodici mesi dal parto, che determina l’effettivo utilizzo del sangue donato. Già da questi accenni risulta evidente che questo tipo di donazione richiede il coordinamento fra diversi servizi sanitari e la collaborazione di varie figure professionali, e che solo una adeguata rete organizzativa può favorire e tradurre in pratica l’intento solidale della futura e poi nuova mamma, con gli indispensabili requisiti di qualità e sicurezza. Il quadro dipinto dai prestigiosi relatori è per fortuna abbastanza incoraggiante – con la provincia di Reggio Emilia in pole position rispetto alle altre della regione – anche se non mancano le ombre, e quindi ampi spazi di miglioramento: ad esempio, da giugno 2010 ad oggi, in Emilia-Romagna sono state circa 2.500 le donazioni di sangue cordonale ad uso pubblico, ma va anche detto che i parti sono stati quasi 35.000 …; inoltre, vi sono state poco più di 700 donazioni per sé stessi, destinate a ‘banche’ private estere a pagamento, poiché questo tipo di deposito non è consentito in Italia. Quest’ultimo, quindi, è un elemento forte su cui fare chiarezza, poiché non vi sono garanzie scientifiche che tale procedura possa dare origine ad un valido strumento terapeutico: ancora una volta possiamo dire che il dono disinteressato, nell’ambito delle strutture sanitarie pubbliche, costituisce la soluzione vincente, come già testimoniano anche le statistiche di utilizzo e di efficacia, in Italia e nel mondo. In verità, non tutte le unità di sangue cordonale raccolte entrano a far parte della preziosa scorta conservata in attesa di assegnazione, anzi per oltre la metà di esse gli approfonditi controlli determinano la non idoneità. Anche per questo, è indispensabile favorire in ogni modo la donazione, sensibilizzando la popolazione certamente, ma anche assicurando alle donne in gravidanza una corretta informazione, nonché la massima efficienza e scorrevolezza del percorso che le attende; e, in termini di chiarezza e completezza, l’opuscolo prodotto dalla Regione, allegato, è sicuramente un punto di riferimento efficace. Molte altre suggestioni ha offerto la mattinata, dalla panoramica su una ulteriore importante forma di donazione da vivente – quella del tessuto osseo, al sempre necessario approfondimento delle caratteristiche della morte cerebrale – che tuttavia dovremmo iniziare a chiamare solo “morte” senza alcuna specificazione, fino alle riflessioni sulla cultura del dono. Nel pomeriggio, dopo l’interessante presentazione della associazione gemellata “Busnago Soccorso”, vi è stato spazio per alcune toccanti esperienze personali, fra cui quella testimoniata dal gruppo di ragazzi “Amici di Fè” che, in nome dello scomparso Fabio Cagni, ha realizzato una raccolta di fondi per contribuire al finanziamento del veicolo speciale – da adibire al trasporto di sangue cordonale, organi ed équipe medica trapianti – già acquistato dalla Croce Verde Castelnovo Monti, ed esibito nell’occasione: l’inaugurazione del fiammante “Victor 71”, nella piazzetta antistante il teatro Bismantova, ha infatti concluso la giornata.
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