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Il Giardino delle Giuste e dei Giusti - Catania

12/03/2018

Toponomastica al femminile, all’interno della sezione “Il giardino delle giuste e dei giusti” del concorso riservato alle Scuole sul territorio nazionale, con l’obiettivo di costruire progetti culturali, rivolti alla nostra comunità, nonché avere elementi di conoscenza sulla storia delle persone che hanno contribuito a dare identità al nostro territorio, ha riconosciuto due persone di San Gregorio – Marie e Turi Fragalà -  che hanno speso la Loro vita per implementare percorsi  che parlano di solidarietà, cultura dei diritti, democrazialibertà: utili esempi per la nostra comunità.

Lo studio della vita dei fratelli Fragalà, fatto dagli alunni della Scuola Michele Purrello di San Gregorio, ha permesso di mettere in evidenza la stima della Comunità in cui vivevano, nonché  la coerenza e l’intransigenza delle loro posizioni in difesa dei diritti, attraverso un “metodo nuovo” e un linguaggio idoneo. Si sono dedicati con intensità, con rara abnegazione e con grande sensibilità alle attività di volontariato sociale presso l’ANED (Associazione Nazionale Emodializzati) e l’AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi Tessuti e cellule). Grazie alla Loro insistenza – e pochi altri amici -  che si sono istituiti i comitati di partecipazione e vigilanza delle Aziende Ospedaliere; riescono a fare attuare la L.R. 30/01/91 n. 7, in Sicilia, in largo anticipo rispetto a tutte le altre Regioni italiane, introducendo il concetto della “partecipazione” dei cittadini e la “vigilanza” sul servizio sanitario erogato.

Hanno fortemente contribuito alla riorganizzazione e costituzione dei reparti di nefrologia in Sicilia (assenti fino agli anni ’80 – nelle altre Regioni erano presenti da oltre 15 anni) sia in termini di quantità che di qualità.

Hanno denunciato, attraverso diversi articoli in quotidiani regionali e nazionali, la cattiva organizzazione sanitaria in Sicilia e proposto studi di settore per il miglioramento; hanno scritto la storia dei prelievi e trapianti in Sicilia, Turi ne è stato anche il direttore, attraverso il giornale “Il Pellicano”. Hanno portato avanti i Loro progetti sociali fino all’estremo limite della Loro vita.

Molti trapiantati, se oggi continuano a vivere, lo devono alla cultura della donazione e allo stimolo politico di nuove strategie organizzative, dei reparti di rianimazione, che hanno implementato i fratelli Fragalà.

Grosso impegno anche a favore dei pazienti con problematiche di retto colite ulcerosa e morbo di crohn; oggi esiste, grazie a Loro, un’associazione che sostiene questi pazienti e i loro familiari.

L’impegno, cui merita di essere continuamente discusso, era rivolto non solo al sostegno ma anche alla costruzione di un modo nuovo di pensare al paziente: non più soggetto con patologia ma “persona” con bisogno di salute da soddisfare. È questo il nuovo modo, forse il vero modo, di fare solidarietà. Tale pensiero è, ancora oggi, il motore di discussione delle moderne riforme sanitarie.

L’AIDO di Catania, cui la sede è dedicata, sta continuando sulla scia di fratelli Fragalà.

La sezione nazionale “IL GIARDINO DELLE GIUSTE E DEI GIUSTI” identifica Maria e Turi Fragalà per raccontare ai giovani del nostro territorio, in modo autentico una progettualità sociale nuova basata su persone vere, conosciute in modo diretto alla comunità.

Di seguito la motivazione scelta dalla commissione:
“… Il Loro impegno quotidiano, sia di insegnanti che in qualità di cittadini, si esprimeva attraverso l’implementazione di percorsi di cultura, di solidarietà, di diritti, di democrazia, di libertà: utili esempi per la nostra comunità …”

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