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L’AIDO al Liceo Scientifico di Cirò

19/04/2019

L’AIDO torna al Liceo Scientifico di Cirò per tenere un convegno informativo mirato ad informare gli studenti sull’importanza della donazione


Sabato 13 aprile l’AIDO di Cirò e Cirò Marina ha incontrato gli alunni del Liceo Scientifico “L. Lilio” di Cirò, per promuovere un convengo divulgativo sull’importanza della donazione. L’ iniziativa, infatti, rappresenta uno degli obiettivi primari dell’AIDO, che, in collaborazione con le scuole, mira a sensibilizzare ed informare su un tema così importante ed attuale, quale può essere la cultura della donazione degli organi.

La presidente Marisa De Vincenzo, dopo aver ringraziato la Dirigente Serafina Rita Anania, per aver aperto all’AIDO le porte dell’Istituto, ha elogiato l’impegno profuso dai docenti tutti, in particolare dalle prof.sse Mariella Cosentino e Angela Costa che hanno lavorato fattivamente all’organizzazione del progetto, preparando i loro alunni ad affrontare il dibattito.

Attenti e interessati alla relazione della dott.ssa Manuela Marchese, anestesista rianimatore e coordinatrice della donazione organi e tessuti dell’ASP di Crotone, i ragazzi hanno appreso, con l’ausilio di slides e video, cosa significhi essere un donatore, quale sia la differenza tra coma e morte cerebrale e quali organi si possono donare per salvare tante vite e in quali condizioni, animando un dibattito oltremodo chiarificatore, con domande mirate e precise da parte della giovane platea.

Particolarmente evocativi sono stati i ricordi di donatori come Nicolas Green, che ha suscitato commozione nella platea dei giovanissimi partecipanti, ma anche di meno conosciuti, tra i quali gli ultimi giovani deceduti vicino a noi, che hanno salvato tante vite con il loro atto di estrema generosità.

Il 1994 ha segnato la svolta per dare il via ai numerosi cambiamenti avvenuti in seguito all’estremo atto di generosità dei genitori di Nicholas, che sono riusciti a superare il dolore della perdita decidendo di aiutare altre nove persone a continuare, o a ricominciare a vivere, attraverso il trapianto di un organo. In Italia, da allora si è registrato un aumento progressivo di trapianti di organi, che dalla cifra di partenza di 329 trapianti l’anno (1992), nel 2017 hanno raggiunto i 1763 trapianti di vari organi, tra i quali, quello più trapiantato risulta essere il rene e nel 2018, benché il numero dei donatori abbia subito un lieve calo, migliorano le liste di attesa e si registra un forte incremento di dichiarazioni di volontà.

Ma nonostante questi numeri, le donazioni non sono sufficienti a soddisfare le liste di attesa di pazienti affetti da patologie trattabili con un trapianto di organo. Il sud dell’Italia resta purtroppo, anche per le donazioni, fanalino di coda, costringendo i pazienti a lunghe attese oppure a iscriversi a liste negli ospedali del nord dell’Italia o addirittura all’estero, senza tuttavia, avere la certezza di una risoluzione del problema.

Ha concluso l’incontro il dott. Ettore Massari, intervenuto assieme agli altri componenti il direttivo: l’avv. Maria Teresa Calzona, la prof.ssa Filomena Zungri, e i soci Nicodemo Mingrone e Mariolina Marino.

Insistendo particolarmente sull’importanza di diffondere la cultura della donazione, i relatori hanno incoraggiato i ragazzi, a diventare veicolo di informazione presso i parenti. La comunicazione con i familiari, nella nostra regione in modo particolare, diventa fondamentale affinché diminuiscano le opposizioni, ma occorre lavorare ancora moltissimo. A questo riguardo i presenti hanno auspicato un intervento anche da parte dei comuni, mirato a sviluppare una corretta informazione in tema di prelievo e di trapianto di organi e di infondere una migliore e più diffusa consapevolezza del ruolo di ogni cittadino e del diritto di manifestare la propria volontà, poiché spesso l’opposizione deriva proprio dai comuni che interpretano l’indecisione come diniego, registrando la dichiarazione di volontà sulla donazione di organi e tessuti del cittadino, al momento del rinnovo o rilascio della carta d’identità, ed è questo il motivo per il quale diventa imprescindibile promuovere la formazione dando le giuste risposte su un tema così delicato. E’ quanto comunica Filomena Zungri dell’A.I.D.O. Cirò-Cirò Marina.

(IlCirotano.it)

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