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Addio al prof Casciani, pioniere dei trapianti

04/11/2019

Nel 1961 praticò la prima dialisi. Fu nell’équipe che nel 1966 (prima volta in Italia) impiantò un rene prelevato a L’Aquila. «Un grande medico e una persona splendida».

Si è spento all’età di 87 anni il professor Carlo Umberto Casciani, pioniere del trapianto di reni in Italia e primario ordinario di chirurgia generale dell’Università degli Studi Tor Vergata di Roma, oltre che segretario della Società italiana trapianti di organi e fondatore dell’Agenzia regionale del Lazio per i trapianti e patologie connesse.

CHI ERA
Il professor Casciani era aquilano d’origine, nato a Castelnuovo di San Pio delle Camere, e ha dedicato l’intera vita alla medicina, creando un asse virtuoso L’Aquila-Roma. Nella capitale, fu al fianco del professor Paride Stefanini durante il primo trapianto di rene eseguito in Italia, il 3 maggio del 1966: l’intervento venne effettuato su una ragazza romana di 17 anni nella 2ª Clinica Chirurgica del Policlinico Umberto I, utilizzando un organo prelevato all’ospedale dell’Aquila. Sempre all’Umberto I, nel 1961, lo staff di cui faceva parte il professor Casciani aveva eseguito la prima dialisi in Italia su paziente cronico.
Nel capoluogo d’Abruzzo è stato fondatore dell’Istituto Cnr per i Trapianti d’organo e l’Immunocitologia e componente del consiglio scientifico. Tra i tanti riconoscimenti ottenuti, anche il titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, che gli è stato conferito nel 1987 su proposta della presidenza del Consiglio dei ministri.
Il professor Casciani viveva tra Roma e L’Aquila ed era molto legato al suo paese d’origine, Castelnuovo di San Pio delle Camere, dove riposerà nella cappella di famiglia.

IL CORDOGLIO
La sua scomparsa ha destato molta commozione in città e tanti sono stati i messaggi lasciati sul web, in cui viene ricordato come un «grande medico», ma anche come «una splendida persona». A nome della municipalità è arrivato il cordoglio del sindaco Pierluigi Biondi. «Il professor Casciani», ha affermato il primo cittadino, «è stato un vero e proprio pioniere della sanità italiana, oltre che abruzzese e aquilana. Insieme ad altri medici straordinari, come Giorgio Splendiani o Paride Stefanini, ha rivoluzionato le cure nefrodialitiche ed è anche grazie ai suoi insegnamenti, la sua passione e dedizione per il lavoro che l’ospedale San Salvatore dell’Aquila oggi può contare su un’eccellenza assoluta come il Centro regionale per i trapianti. Con i professori Antonio Famulari ed Ettore Martini è stato, infatti, tra i promotori dell’attività di trapianto nell’ospedale del capoluogo d’Abruzzo, tutt’oggi uno dei fiori all’occhiello della sanità regionale. A titolo personale, oltre che della municipalità e della comunità, giungano ai familiari le più sentite e sincere condoglianze».

(Romana Scopano, IlCentro.it)

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