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Emergenza Coronavirus, due cuori lombardi sono tornati a battere grazie al Centro Trapianti di Udine

14/05/2020
Emergenza Coronavirus, due cuori lombardi sono tornati a battere grazie al Centro Trapianti di Udine

In Lombardia battono due cuori, nuovi. Trapiantati in Friuli Venezia Giulia. Nonostante l’emergenza sanitaria e le difficoltà i trapianti non si sono mai fermati e i numeri, ai tempi del Covid-19, sono davvero positivi: 28 trapianti di rene, 10 di cuore e 10 di fegato (dati aggiornati alla scorsa settimana).

«Sono numeri importanti – afferma il direttore del Centro regionale trapianti, Roberto Peressutti – se pensiamo che nel 2019 complessivamente sono stati eseguiti 101 trapianti, questo è un buon dato, soprattutto per la situazione. I trapianti hanno avuto la possibilità di proseguire perché ogni Centro ha concordati percorsi Covid free, tamponi e tutte le misure di sicurezza».

IN AIUTO DEI COLLEGHI
Non tutti i Centri regionali del Nord Italia hanno avuto la possibilità di proseguire l’attività, passando nei mesi scorsi da una situazione di forte riduzione degli interventi allo stop completo in alcuni casi, da Bergamo a Bologna. Ma i pazienti in lista d’attesa non sempre possono aspettare che passi l’emergenza coronavirus, i trapianti devono andare avanti. Così il Friuli Venezia Giulia ha teso una mano: «La Lombardia ci ha chiesto supporto per due casi critici, due pazienti in attesa di un cuore che non trovavano una risposta – spiega Peressutti – noi abbiamo dato la nostra disponibilità, concordata e condivisa con la Direzione centrale salute e anche a livello nazionale».
I pazienti sono stati trasportati a Udine (dove ha sede il centro trapianti) e gli interventi sono andati bene, «tra passaggi di sicurezza enormi e un lavoro di rete non indifferente - aggiunge il direttore – e ci siamo resi disponibili per un supporto anche ad altri centri dove, però, vista la riduzione della pressione delle terapie intensive l’attività trapiantologica dovrebbe ripartire, anche nei centri che erano stati stoppati».
Proprio oggi ci sarà una videoconferenza con l’Istituto superiore di sanità per fare il punto della situazione.

I DONATORI
Il coronavirus non ha fermato la generosità e la disponibilità da parte dei familiari dei donatori ha consentito di eseguire questo alto numero di trapianti. «L’epidemia ha influito a livello nazionale con un calo significativo, ma non in regione – afferma Peressutti – e questo anche grazie al personale delle terapie intensive che ha fatto tempestivamente le segnalazioni e consentito tutti gli accertamenti. Ma soprattutto non è mai mancato il pensiero da parte delle famiglie dei donatori, anzi. Stiamo registrando anche un lieve calo delle opposizioni alla donazione», così come non sono mai mancate le scorte di sangue, indispensabili per i trapianti e il supporto della base aeronautica di Rivolto per i trasporti, sopperendo alla chiusura dell’aeroporto di Ronchi. Un grande lavoro di squadra, dalla Direzione centrale alla salute della Regione all’AsuFc fino al dipartimento di medicina di laboratorio «per avere garanzie di sicurezza. Dietro a questi risultati c’è un lavoro enorme con implicazione in termini di sicurezza per tutti, a partire dai pazienti riceventi, ma anche le equipe che vengono da fuori regione». E ora si pensa a ripartire con informazione, formazione e sensibilizzazione che finora hanno dato buoni frutti, «ci stiamo attrezzando con seminari via web per proseguire la comunicazione delle scuole, ma abbiamo già fatto diversi incontri in remoto, anche con la testimonianza dei trapiantati».

S.O.S. MIDOLLO
Durante l’emergenza sanitaria i trapianti di cellule staminali non si sono mai fermati e la continuità di cura è stata assicurata ai tanti pazienti affetti da malattie onco-ematologiche. Eppure negli ultimi due mesi si è registrato un drastico calo di iscrizioni. A marzo e aprile la contrazione è stata pari al 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; questo trend negativo non può essere sostenibile a lungo termine e scatta l’appello alle regioni dal Centro nazionale trapianti perché il Registro necessita di un flusso costante e regolare di nuovi iscritti. Il Friuli Venezia Giulia è pronto a ripartire dopo un 2019 che ha visto la nostra regione ai primi posti nel panorama nazionale con 1.433 nuovi iscritti per un totale di 17.149. «Indubbiamente lo stop al volontariato dell’Admo che opera sul territorio (scuole, eventi sportivi, outdoor) ha inciso fortemente sull’attività di reclutamento nei mesi di marzo e di aprile – spiega la responsabile del registro regionale dei donatori di midollo osseo, Valeria Miotti - mentre le fasi successive all’iscrizione, come l’invio campione o le donazioni effettive, si sono regolarmente svolte anche con difficoltà, ma garantendo sempre la fattibilità di un trapianto. Ci stiamo ora avviando a una nuova fase, con meno pressione, anche psicologica da parte dei donatori e ci auguriamo quindi di poter ripartire. Tutti i Servizi Trasfusionali della Regione sono disponibili, attivi e ben motivati affinché questa attività venga rafforzata».

(Lisa Zancaner, IlGazzettino.it)

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