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Il Covid non ferma le donazioni d'organi: il Piemonte un'eccezione in Europa

01/02/2021
Il Covid non ferma le donazioni d'organi: il Piemonte un'eccezione in Europa

Donatori e trapianti in aumento anche nel 2020

Il Covid non ha fermato le donazioni di organi. Al contrario. Un sentimento di solidarietà, forse più tempo per riflettere su ciò che conta nella vita ha spinto molti piemontesi a donare. In totale controtendenza rispetto alle scelte registrate nel resto d'Italia e in Europa. Il 12% dei donatori di tutto lo Stivale è piemontese. Così, mentre gli ospedali sono stati costretti al lockdown, le famiglie piemontesi che hanno deciso di donare gli organi dei loro cari, spesso una scelta d'istinto presa al telefono, come ha ricordato la coordinatrice regionale Donazioni e Prelievi Anna Guermani, sono stati 147, il secondo miglior risultato degli ultimi dieci anni e in aumento del 7,3% sul 2019. Un tasso di 32,8 per milione di popolazione contro una percentuale di 20,5 donatori per milione nel resto d'Italia. Nell'anno della pandemia sono aumentati anche i trapianti: 460 organi e 443 interventi rispetto ai 419 del 2019 con un tasso di crescita del 6%. Tutti i dati europei scendono invece in modo netto: meno 10% è il dato in Italia, meno 25%, meno 18% in Spagna.

L'ospedale Molinette si conferma il centro più efficiente in Italia. È stato l'ospedale che ha eseguito il maggior numero di trapianti di fegato (158) e di rene ( 200), una cifra mai raggiunta in un ospedale italiano e anche sul fronte dei trapianti pediatrici l'azienda di corso Bramante si classifica al terzo posto nel Paese.

Ma non è solo questione di quantità. Al centro torinese si riconosce grande qualità. Un valore, spiega il direttore Antonio Amoroso "che può essere misurato dal tasso di successo: se si considerano solo i trapianti eseguiti dal 2010 in poi, a 5 anni è vivo il 94% dei pazienti che hanno ricevuto un trapianto di rene. E nel caso dei trapianti degli altri organi, senza i quali parte dei pazienti non potrebbe sopravvivere, il 90% di coloro che hanno ricevuto un trapianto di fegato è in vita a 5 anni dall'intervento, il 75% dei trapiantati di cuore e la metà di chi è stato sottoposto a un trapianto di polmoni".

Il Piemonte è stato anche regione guida per non perdere donatori anche se positivi al Covid. Sono stati cinque i trapianti di fegato con donatore e ricevente contagiati da coronavirus. Ma l'aumento dei numeri dei trapianti e le performance eccellenti del 2020 non sono ancora sufficienti per azzerare le liste d'attesa. Al 31 dicembre del 2020 erano 721 i cittadini in attesa di un trapianto di rene, 101 di fegato, 74 di cuore, 75 di polmone.

(Sara Strippoli, Repubblica.it)

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